Invece

Invece a me piacciono quelle parole che sembrano scritte solo per se stessi, senza alcuna finalità apparente che non sia il dire. Però scritte bene. Frammenti di una vita di qualcuno – è quello che mi piace trovare; e dare.

Libellula

L’oggi ha sfiorato alcuni momenti di sublime perfezione. Il primo è stato in classe, supervisore presente compreso, mentre seduta spiegavo qualcosa su certi diffusi marcatori discorsivi e poi però mi sono addentrata nella mia vecchia sporca terra letteraria, dove ho incontrato Calvino e Pirandello che sorridevano affabili e si lasciavano fare tutto quello che io volevo. Il secondo è stato … Continua a leggere

Pastine in brodo

Mentre la città si sfalda in fanghi solo appena bistrati di bianco, io, in pieno accordo con Whistle, sono terrorizzata, inutile negarlo. E stop. Vogliamo poi parlare del fatto che ho la febbre e domattina però devo andare lo stesso perché c’è la responsabile del dipartimento in classe e bla bla bla? No, non parliamone. Davvero, la faccenda è seria … Continua a leggere

Quattro centimetri di neve

Continua a nevicare da quando ho messo piede giù dal treno. Ed è bellissimo, davvero; ma è anche terribile. Doloroso d’un dolore compatto e sordo – una specie di pietra che grava in modo continuo ma con pressioni diverse sullo sterno. Affacciarsi giù mentre la piazzola assume i contorni sperati non fa che amplificare lo sgomento. Vedi la neve che … Continua a leggere

L’interrogativo sui pesci-gatto

Nulla, bocca cucita, massimo riserbo sull’incontro che si è svolto in questo fine settimana 24 e 25 gennaio qui a Bologna, fra quattro individui che si sono scambiati aforismi, fotografie e teorie filosofiche. Aspetto lei, che avrà di certo parole più precise eppure più magnificamente incomprensibili per gli assenti. Resta però l’incredibile, inquietante interrogativo: chi ha, in realtà, liberato i … Continua a leggere

Inaccettabili ascolti casuali

Mentre torno in macchina nel buio compatto della tangenziale, penso: chissà se Robba avrà la stessa faccia sullo sfondo di Bologna? Poi arrivo a casa e metto Miles Davis che suona con Sonny Stitt, dal vivo all’Olympia di Parigi, nel 1960. E rispondo: sì, credo che la sua faccia sarà diversa. Perché prima aveva inaccettabili ascolti casuali e adesso, invece, … Continua a leggere