Trappole

Sono una povera piccola cosa buttata là in mezzo, ché mi basta un ritrattino buono di un’alunna per farmi stare bene, essere felice, sorridere tutto il giorno. E’ così che mi vedono loro: gentile, simpatica, alta, bella e severa, ma giusta. Dicono che ho il viso rotondo; ed è vero. Parlano delle mie collane e delle mie scarpe. Preferiscono la … Continua a leggere

E’ stato un sogno fortissimo

C’ero, ieri sera. Non c’è molto altro da aggiungere. (E invece poi sì, va bene, ne scrivo. Del resto si tratta pur sempre del Maestro.) Le vecchie signore ingioiellate coi capelli gonfi e striati si mischiavano ai ragazzi secchi e riccioluti con le sciarpette tristi intorno al collo e lo zainetto militare a tracolla. Le donne pappagallo dal viso biscottato … Continua a leggere

Sangue freddo

La vide uscire da un alto e scuro portone, la sera ventosa di novembre di traverso ai capelli. Quella mattina non era sembrata una mattina particolarmente crudele. Anzi, i soliti profili degli ignoti alberi erano lì, a posto, sereni, morbidi, gonfi come sempre. Poi però ripensò a lei. Quel suo dinoccolarsi mentre camminava e quella voce insopportabile e la presunzione … Continua a leggere

Gli alberi lungo la strada

I nomi. Vorrei conoscere i nomi di tutti gli alberi che incontro quando viaggio da qui a Bazzano. Li vedo dal finestrino ogni giorno e ogni giorno mi colpisce un colore o una forma. Vorrei passare e poterli segnarli per nome, enumerarli uno a uno come si fa con le insegne dei negozi – quando si leggono e non serve, … Continua a leggere

Davvero l’estate

Quando era una sera calda con il tramonto che colava giù sulle mucche e noi andavamo nella macchina di Jumpin’ Joe ascoltando Van Morrison, ché c’era da festeggiare un compleanno giù in città. E anche quando il pompiere continuava a spingermi davanti boccali di birra che tanto io non bevevo perché avevo da finire i miei long island guardandolo guardarmi … Continua a leggere

Tazze

Sono abbastanza emozionata. E’ la prima volta che uso la tazza di ceramica grossa e vagamente bianca comprata da Rosie’s, Middlebury, Vermont. Mi piace questa tazza. E’ tozza e spessa, più stretta al centro, molto liscia. Ben piantata. Di quelle che tieni bene tra le due mani strette e vicine, col naso quasi ficcato dentro, il fumo del caffè lungo … Continua a leggere

Sprechi

L'ombretto è verde chiaro, opalescente e acquoreo, sottilmente innervato d'oro. Il rossetto è un corallo deciso, lucido. Dal collo, nudo, pende un ciondolo argento che rammenta una croce; o un fiore, a seconda di come lo guardi. La gonna è quella morbida a tulipani rosa e verdi, piccoli. Il maglione è nero e soffice, striminzito, maniche molto lunghe, aperto su … Continua a leggere