Nella neve

Camminavo. Pensavo. Forse mi piacerebbe anche una casa da cui si vedano molti alberi e binari di stazione. Treni che passano ogni tanto. Affacci sulla tristezza consolante delle rotaie. Le case che danno sulle stazioni sono sempre transitorie, malinconiche, apparenti. E nello stesso tempo definitive, eterne. Buoni posti dove vivere. 

Mai andati

Il ragazzo dal sorriso senza discussioni e la piccola riccia sono improvvisamente sbucati fuori dall’ascensore. Seduti lì al tavolo di legno, sorridenti, è sembrato come non fossero mai andati via. E’ vero, lui aveva il pizzo e piccoli baffi, ma per il resto era identico. Lei aveva gli stessi occhi grandi e la pelle chiara. Infatti io ero ancora felice … Continua a leggere

Babbà

Io oggi ho ricevuto due bigliettini con due miei ritratti in bianco e nero. In entrambi la scritta, a colori: “Viva la Capecchi Gaia“; sì, così, prima il cognome poi il nome. E un biglietto è anche profumato, con i bordi delle ci finali tutti slavati. Poi ne ho ricevuto un altro: “Prof si come o babbà“. dice. M’è toccato … Continua a leggere

Alto

Me ne frego del verde, non me ne importa nulla del giardinetto curato né, tantomeno, dell’aria che si respira in campagna. Per me, più traffico c’è meglio è. E più vicina sono a quel traffico e più sono contenta. Le domeniche verdi sono roba da far drizzare i capelli in testa alla gente di buon senso, per dire. M’indispone anche … Continua a leggere