I miei occhi quassù

Affacciarsi al terrazzino di cucina è vivere miliardi di vite. Siccome dà sul retro di casa mia, ossia su una delle entrate secondarie della stazione, può capitare d’osservare di tutto. Stamani grida spezzate di donna mi hanno fatto aprire le finestre e poi correre fuori. C’era questa figurina smilza, bionda e riccia, con infradito bianche ai piedi, che litigava con … Continua a leggere

Mi manca

L’altra notte ho sognato che ero in classe e facevo quello che si fa in classe: spiegare, sgridare, ridere, girare tra i banchi, guardare in faccia gli alunni e sentirsi vivi. In questi giorni ho letto per bene Diario di un’insegnante con gli anfibi e ieri sono andata a conoscere l’autrice, come ho appena scritto. Oggi mi sono riletta un … Continua a leggere

O almeno

Ieri sera sono andata ad ascoltare La Profe. In alcuni casi, come il suo, l’incontro batte la lettura. Peccato non averla per collega; e amica. O almeno compagna di bevute consolatorie doposcuola.

Il rintocco delle ore

Insomma nessuno ha voglia di lavorare. Siamo tutti qui a girare in tondo, ad aspettare di ritornare davvero, a scambiarsi fotografie e dilazionare il tempo. Sperperarlo. Perchè sperperandolo sembra di poterne avere una riserva infinita, a cui attingere per sempre. Insomma pur essendo a casa la testa galleggia in acquari di ricordi o attese o semplicemente bolle di niente. Ci … Continua a leggere

Santini

Tutto questo scrivere e affannarsi. E’ che ho sempre avuto paura di sparire, tutto qui. E’ come quando conservi il tappo di una bottiglia che hai bevuto quella sera che; o un biglietto d’autobus che reca date e orari. E’ solo il terrore che nulla sia mai esistito e che il tempo ti fagociti e che tu scivoli via dentro … Continua a leggere

Una terra un po’ crudele

La Puglia è meravigliosa. Cioè, quel luogo dai confini non ben definiti chiamato Salento, lo è. E’ meravigliosa proprio perché non sempre ci stai bene, fra i trenta gradi di giorno e di notte perché la casa va tenuta chiusa murata sprangata, lo sfrantumarsi di qualunque intimità e i ristoranti che non ti fanno nemmeno ordinare fino alle nove di … Continua a leggere

Pronta

Mi asciugo i capelli al sole, annaffio le piante, guardo giù e giù c’è Bologna. Prima l’autostazione, poi gli alberi della Montagnola, là i palazzi di via Indipendenza, dietro i colli e infine le nuvole, bianche. Penso che questo terrazzo è bellissimo e mi mancherà. Nel complesso ci passo davvero troppo poco tempo e mi riprometto di passarcene di più, al … Continua a leggere

Briciole

In fondo era anche bello andarsene e lasciare briciole di pane dietro di sé. Canzoni, letture, molte parole. Tutto quel catasto di inutili canzoncine prima di partire per l’Umbria, ad esempio, pareva suggestivo, lì per lì. Sembrava di aver fatto chissà che. Invece siccome nessuno se n’è accorto, si è capito che era un’idiozia – se si toglie l’aver scoperto … Continua a leggere

L’estate è finita

Poco fa ho avuto l’impressione densa, precisa, quasi dolorosa, che l’estate è finita. Non so mica perché. Sarà che da quando ho saputo che tornerò nella stessa scuola di quest’anno mi sembra di non essermene mai staccata e che domani tutto ricominci. Un domani dietro l’angolo, proprio. Sarà che sono rimasta tutta la giornata chiusa in casa a (non) lavorare … Continua a leggere