Copia

In pratica potrei prendere il post qua sotto e ricopiarlo. Solo che le foglie sono aumentate e sono più asciutte. Mi sembrano anche più piccole ma non so perché. Comunque è cambiato poco: ho la testa un po’ più piena, qualche esercizio in più fatto, Miles Davis che si è sommato a Petrucciani; e parole. Moltissime. E questo tempo mi … Continua a leggere

Undici minuti e quarantotto

Da mercoledì ascolto solo questa. Ininterrottamente. Da casa a scuola, da scuola a casa. Sempre. Sotto l’ombrello, sotto la pioggia, sotto l’ombra che fa l’ombrello sotto la pioggia. Guardandomi le punte rotonde e grosse degli anfibi, calpestando bave di foglie marroni e gialle e verdi. Con gonne nero pece o abiti a fiori rossi che sfiorano il ginocchio. Su questo … Continua a leggere

Per Vale

Grazie. Tutti gli altri non lo sanno, ma tu sì, lo sai, perchè. Era tanto che non piangevo così, proprio a dirotto, di gioia, a lungo, come oggi. Un caldo buono mi ha invaso e mi sono sentita come vorrei sentirmi sempre: compresa e amata. Sì, Vale, io sarò sempre la TUA prof. E tu qualcuno che si pensa possa … Continua a leggere

Vista da loro

La professoressa Capecchi Gaia [sempre così, scrivono: il cognome, prima] è alta, un poco  bassa ( ma non tanto), è un metro e settanta. Ha i capelli lunghissimi color marrone come un albero, come il carbone. Per me i suoi capelli sembrano onde del mare, i suoi piccoli occhi color marrone barchette galleggianti. La sua bocca sottile color bordeaux sembra … Continua a leggere

Visto da qui

Queste sono giornate che si srotolano lunghissime e ripetitive, ma non spiacevoli. Stare in casa a cucinare patatine fritte e dolci al cioccolato, col cielo fuori che si gonfia di nubi e di vento mantiene intatte molte certezze, anche se non tutte. Si passa da pioggia a grandine a sole così, nello spazio d’un attimo. E tutto il trapassare del … Continua a leggere

Una che sorride

Ci pensavo oggi mentre tornavo carica di sacchetti attaccati al braccio e avevo appena fermato la porta col sedere a un signore dietro di me, sorridendogli e buttando là due o tre banalità sulla difficoltà di trovare le chiavi, aprire e gestire la spesa. Io sono una che sorride. Per me non ha senso la giornata di chi non sorride. … Continua a leggere

Rumore secco

Umore cupo, burrascoso, selvatico. Cartoccio buttato da una parte. Ma io alzo il volume, digito con furia sulla tastiera e m’ascolto i Bad plus. Di solito mi fanno salire l’ansia. Di solito questo vibrare degli oggetti sulla scrivania – il solvente per unghie il bicchiere con l’acqua dentro il disco di Luca Flores appoggiato alla cassa una molletta per capelli … Continua a leggere

Sberleffo

Oggi non mi spaventa nulla. Farei un inchino e uno sberleffo in faccia al demonio, se anche si presentasse. Oggi cammino a falcate ampie e decise sotto i portici e mi piglio tutto il sole in faccia e chiudo gli occhi come un gatto e la gente mi guarda e mi vede sorridere a qualcosa che non sa cosa. Del … Continua a leggere