Recupero

Sono finite le lezioni di recupero. Era bello arrivare trafelati e un poco spettinati, portarsi i ragazzini fuori dall’aula, portarsi dietro il caffè e regalare biscotti e patatine, insieme a frasi di grammatica. Loro stavano lì e mi sorvegliavano, mi proteggevano. Erano un minuscolo drappello di innocenze strappate dall’aula e sistemate tutte per bene intorno alle mie spalle. Stavano lì … Continua a leggere

Buio

M’ero scordata di avere quel pezzo nascosto dentro l’oggettino, il mio prezioso compagno di camminata casa scuola scuola casa. E siccome ultimamente il tragitto sembra essersi allungato oppure dilatato, siccome adesso m’avanza pure del tempo, nel momento in cui varco il cancello scrostato tagliando di sbieco in mezzo a zaini e facce, allora posso con tutta calma spippolare fra una … Continua a leggere

Torre

Mi sono incisa sopra gli occhi un pesante trucco color viola – maschera od occhiaia rovesciata – e sono uscita. In un sole che tagliava le strade di traverso, netto. Non c’era spazio per le sfumature, stamani verso le undici e mezzo, mentre camminavo pestando l’asfalto in strade secondarie e marginali. C’era solo da non fermarsi mai e affacciarsi e … Continua a leggere

Notte qualunque

Ieri notte la Nina si è addormentata contando monete sulla mia gamba. Stanotte mi si è attaccata al collo, gli occhi spalancati che mi guardavano, persi, a sentirmi cantare “un punto sei, che non ruota mai intorno a me, un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore”; questo all’infinito, all’infinito, all’infinito. Senza pause o … Continua a leggere

Nebbia

Nebbia. C’è un sacco di nebbia qua fuori. E tutto è ovattato. La voce dagli altoparlanti, le luci oltre la stazione, i frisccchhh dei treni sopra le rotaie. Scorre un tempo lento e chiuso. Scorrono le ore e la grammatica si dipana, la vita pure. Il tubo azzurro dove la Nina entra dentro sbandando pure quello, si srotola e s’arrotola. … Continua a leggere

Settima bolgia

Cascata dentro all’Inferno dantesco, mi aggiro su ronchi scoscesi e avide serpi. Fantasmi già di per sé fantasmi che si fanno cenere; e poi si ricompongono, ritornano uomini di niente, ombre. E un altro serpente, la lingua puntuta, di nuovo, nel collo. Dissolversi; in cenere; ricrearsi; in ombra. Così, all’infinito. Chelidri, iaculi e faree, chencri e anfisibena. Per ovunque ti … Continua a leggere

Life on Mars

Le vacanze sono sgocciolate via. Gennaio è qui. Ci si chiede come sarà. Devastatore e immorale, al solito; oppure più morbido e buono. Comunque si ricomincia. Sveglia prima delle otto, il tempo che scorre, vedere che succede a proseguire, a lasciare che le giornate scorrano così come devono, invece di sbattere tutto il tempo le ali intorno alle luci dell’albero … Continua a leggere

Ultimi giorni

Qualcosa tipo il 29 o il 30 dicembre. Un giorno così, sembra questo. Che la pioggia scende e decostruisce lo sfondo che ti si rifrange addosso mentre guidi e la Nina dietro dorme e la radio manda Peter Cincotti con quella canzone su Philadelphia. Una fine d’anno di regali che si sono accatastati l’uno sull’altro e grida di bambini e … Continua a leggere