Crollo

Bene. Manco tre giorni da scuola. E crolla tutto. O insomma: qualcosa. Benissimo. Davvero benissimo. E io non so se sono più triste, arrabbiata, delusa, stupita, addolorata, livida di rabbia o cosa. Bimbe, caspita, bimbe! Oh! Bimbe! Son io che vi parlo, bimbe, mi sentite? OH?! Uff, che diamine. Non lo so. Ma so che lunedì sarà un giorno importante. … Continua a leggere

Concorsi danteschi

Scontrarmi con la Profe rende la gara più degna. E dire che anch’io avevo un rap dantesco in tasca e l’ho buttato via così. Come ho fatto a sottovalutare il tredicenne egiziano Momo Marcio che sillaba “E come li stornei ne portan l’ali….brrrr”? Errore mio, maledizione. In bocca al lupo, Profe. E grazie anche da qui.

Porte che sbattono

Poche cose sai, di te, ma di una sei certa: che quando ci sei tu riempi la vita. Nel bene e nel male, ma la riempi. Non sei di quelle persone lì che dici: “…ah, come si chiamava? Sì, dai, quella magrina tanto gentile…ma aspetta…lei…che faceva? Proprio non te la ricordi? Era carina, no? Ma come si chiamava?”. No, non … Continua a leggere

Senza direzione

Provo ad allungare un braccio, a vedere se emerge, sotto cumuli di detriti grammaticali. Non so più quante pagine mi sovrastano, quante mi schiacciano ingombranti, pigiandomi addosso le loro accuse puntute, nelle costole, nello sterno, nella gola, dappertutto. E io oggi mi sento tutta storta, senza direzione. In più son giorni che mi vedo davvero una faccia decomposta, con una … Continua a leggere

Marionetta

Sono, nell’ordine, stanca, scoraggiata, sfiduciata. Tipo una marionetta di quelle che si muovono infilando le mani dentro; ma senza alcuna mano dentro. Afflosciata. Carte, richieste, letterine formali di autorizzazione, fogli su fogli inutili da compilare, sguardi supplici da provare, voci pacate che difficilmente trovo, in me, e paroline burrose che scivolino e ammorbidiscano. Sonno. Cibo in eccesso. Senza alcun senso. … Continua a leggere

Irragionevole

Oggi quasi perdo un occhio. La lente a contatto mi si era accartocciata così tanto che sfregava sulla pupilla e alle lacrime di rabbia e sgomento si aggiungevano pure quelle. Son cose che non si fanno, eh, lo so. Alzare la voce, sbattere porte, picchiare forte i tacchi sul pavimento liscio e poi uscire livida, nell’aria fresca, bella, lucida del … Continua a leggere

Tanto freddo e tanto caldo

Era tanto freddo, là in mezzo alla Montagnola. E si affondava con i piedi nel fango, con la faccia nel vento, con gli occhi fra i rami neri. Tutto si sovrapponeva in figure geometricamente imperfette, voci distorte, trucco colato. Ma c’erano quei sorrisi gettati ovunque; c’erano quelle mani fredde, che stringevano nodi e spettinavano capelli. Era un incastrarsi di fiati … Continua a leggere