Là sotto

Buttarsi là sotto e risalire in un posto che ignori. Inspiri e giù, non sai cosa trovi quando risali. E’ tutto un budello livido oppure luminosissimo. Clangori mostruosi o canzoni di Paolo Conte. Terra fuoco aria acqua. Tutto va insieme, tutto si mischia. Oppure si svuota. E percorri metri e metri così, di domenica mattina come sola al mondo; o … Continua a leggere

Questa luce

Stamani piove. A Roma non è mai piovuto e c’era questo sole caldo che dava a tutte le cose un’idea di assolutezza irreale. Che i gialli eran gialli i blu eran blu e non ti potevi sbagliare: le case e le strade e i fiori e gli ombrelloni sui tavolini dei bar avevano contorni netti eppure restavano lì sospesi, a … Continua a leggere

Bei giorni

Sono stati bei giorni. Joe è partito oggi e io ho camminato nel sole con un groppo in gola e gli occhi lucidi, perché l’avevo salutato in fretta e male, senza dirgli nulla. Senza dirgli nemmeno grazie. E’ vero che a Roma lo rivedrò. Sì, ma è diverso. Mi è piaciuto averlo qui a casa. Che ogni tanto usciva. Andava … Continua a leggere

I cieli così

Il cielo fuori è così. A me piacciono i cieli così. Moltissimo. Che starei lì a guardarli per ore. Forse perché sono pieni e gonfi. Proteggono dall’abisso e dalla sparizione, non so. E mi riportano un po’, ma poco, in Vermont, dove le nuvole erano qualcosa che non si descrive e che mi manca, sempre, sempre; come se avessi perso … Continua a leggere

Due cose

Che l’umore del giorno sia cambiato è evidente da due cose. Ho sentito l’urgenza fisica di ascoltare i Toto, oggi. Così me ne andavo camminando, cantando “Pamelaaaaaaaaaaaa” e guardando la piega del ginocchio riflessa nel vetro. Poi ho fatto numerose prove abito, con la Nina che scorrazzava in mezzo a maglie gonne scarpe e vestiti: oppure si rotolava dentro al … Continua a leggere

Good morning heartache

Il film di stasera è questo e la canzone invece fa “Good morning heartache, here we go again. Good morning heartache, you’re the one who knew me when…Might as well get used to you hanging around. Good morning heartache, sit down”. E risuona in testa sull’asfalto bagnato e mentre spengo la macchina e mentre salgo le scale e mentre mi … Continua a leggere

Nulla

Una giornata scivolosa e imprendibile. Ma non credo sia l’ovatta nel cielo, no. Col cucchiaino del caffé sospeso a mezz’aria, stamani presto, pensavo al telefono che è squillato nel cuore della notte, un numero non visibile, qualcuno che ha riabbassato. Il cuore che mi galoppava forte. Perché il trillo, nel buio, nel sonno, nel silenzio è sempre un urlo angoscioso … Continua a leggere

Vicini e pieni di senso

Il piazzale della scuola apparecchia di nuovo le margherite. Io appoggio gli stivali marroni sui sassi spezzati che circondano le aiuole e intanto sto lì al telefono. C’è un sole vago nel cielo; o forse me lo immagino e basta. Intanto aspetto. La voce di là dal filo è gentile e paziente. Poi dice: “A Bologna…vedo solo l’Istituto comprensivo numero… … Continua a leggere