Falling slowly

Io i cieli di quando il sole si vede poco e il freddo taglia le mani e le sciarpe vanno bene tutte, allora, io, quei cieli lì non li conosco. Non conosco quelle gonne lunghe di lana pesante né quei visi struccati. E neppure le cabine telefoniche e la sabbia nera bagnata piatta. Ma conosco gli occhi. Conosco le mani. … Continua a leggere

Febbre

Domenica di febbre. Che poi forse è l’unico modo per affrontare la domenica: febbre alta da mandare via, gocce da ingoiare nonostante l’amaro e kinder per far buono il palato. La Nina scotta e non mi vuole. Sta lì sul divano, tutta mogia, tutta calda, raggomitolata. Oppure si sdraia per terra, fra il letto e il comodino. E a me … Continua a leggere

Mercy, mercy, mercy

“You know, sometimes we’re not prepared for adversity. When it happens sometimes we’re caught short. We don’t know exactly how to handle it, when it comes up. Sometimes we don’t know just what to do when adversity takes over. And I have advice for all of us. I got it from my pianist Joe Zawinul who wrote this tune. And … Continua a leggere

Si dilata

Me ne sto chiusa qui. Che tempo fa? Che ore sono? Che cosa c’è fuori? Dondolo ondeggio sbando scivolo. Non faccio altro. Il letto è sfatto, mille documenti sono aperti e la musica scorre ininterrotta dentro il cervello. Mi addormento con delle canzoni in testa e mi risveglio con tutto che suona, dentro. E’ da un po’ che ascolto i … Continua a leggere

Di quella giovinezza

Mi mancava molto quel posto. Prendere la macchina, guidare veloce e passare in mezzo a colline e paesi. Odore di campagna. Erba e insegne di vecchie osterie. Attraversare la piazza a piedi e vederne uno, poi due, poi tre, poi quattro, poi cinque, poi sei. Tutti alti e tutti belli. Di quelle bellezze fresche, a tratti scomposte, vere e limpide … Continua a leggere

Sdeghedeghedeghedeng

Diciannove giugno. Mattina domestica. Mattina a rigirarmi nel letto. Deumidificatore alto, così da sentire freddo e potersi rintanare sotto il lenzuolo a fiori bianchi e rossi, vestita solo di una camicia da notte corta, celeste, piccola. Infilare il coltello nella nutella liquida, bere distratta un caffé, aspettare che la Nina torni a casa senza lo xilofono. Rientrare nel letto, stare … Continua a leggere

Dentro il guscio

E’ una giornata vischiosa. Colla. Bava. Brutti colori fuori. Giù in strada i clacson fanno da colonna sonora: pare una squadra abbia vinto una partita importante e allora festeggiano. Come quella volta a Roma che c’era il cielo color arancio anche se era notte e tutti che impazzavano e persino limousine bianche che passavano di lì. In questi casi non … Continua a leggere