Psiche: laghi indiani d’aria e cuoio che gnicca

Aspetto ogni volta Paolo Conte come si aspetta un amore. Ma anche un vecchio saggio da cui speri risposte. Dunque è arrivato. E io l’ascolto da tre giorni. Di continuo. Senza tregua. Sono rimasta muta, all’inizio. Sospesa in un sovracielo a chiedermi: …mah?…cosa? Lì per lì non l’ho riconosciuto. Lì per lì mi son sentita buttata in una specie di … Continua a leggere

Foglie

Una fanciulla a me cara, che è bella come un dipinto di Boldini e ha la voce che resta anche se l’hai sentita una volta sola, si stupisce che io non abbia scritto degli odori e dei suoni del primo giorno di scuola. Ha ragione, è vero, è un po’ strano. Me lo sono lasciato un po’ scorrere addosso, questo … Continua a leggere

DFW

Ieri si è ucciso David Foster Wallace e io mi son sentita strana tutto il giorno, c’ho pensato e ripensato. Soprattutto a quella cosa che un personaggio di Oblio si chiama David Wallace. E si uccide. La mole fisica di DFW e la sua bandana e quel viso lungo e gli occhiali mi hanno girato in testa per molte ore; … Continua a leggere

Il giorno prima del primo giorno di scuola

Domani si comincia. Domani è il primo giorno di scuola. C’è fuori questo grigio di cielo e d’aria, queste strisce messe per traverso a smorzare gli slanci. C’è un senso di spavento e stupore. Di inappartenenza ma anche di attesa per la scoperta e gli sguardi. Non so come sarà quest’anno. L’ultimo è stato straordinariamente pieno. Con una luce e … Continua a leggere

Le stazioni

Amo le stazioni. E viaggiare in treno. Mi mancano così tanto quelle andate ritorno settimanali Bologna – Firenze, Firenze – Bologna, di qualche anno fa. Amo le stazioni, tutte. T’avvolgono e ti rapiscono. Turbinano. E’ tutto un ruotare, un lampeggiare. Mi piace salire sul treno e cercare il posto e immaginarmi come sarà, sperare in un rifugio comodo. Amo stare … Continua a leggere

Ground zero

                                                                                                               Ground zero (Radiohead, Life in a glass house, in Amnesiac)

Stufa

C’è che poi uno si stufa. Della merda e del sentirsi tale. Succede all’improvviso, dopo una notte in cui t’addormenti tardi e ti giri e ti rigiri. L’estathe sul comodino. La Nina che piange ma poi chiude di nuovo gli occhi, serena. Dai, dai e dai, ti stufi. Ti svegli verso le dieci e fai colazione con La bella e … Continua a leggere

Merda

La vita è una merda. I giorni le ore le persone le telefonate le voci i sentimenti l’impegno la costanza l’amore la scuola il tempo la musica le speranze il lavoro l’energia il mio cuore la mia testa la disponibilità e la gentilezza i sorrisi che dispenso sempre troppi e inutili l’incapacità di essere stronzi l’incapacità di provare indifferenza l’incapacità … Continua a leggere