So bitter so sweet

Lunedì. Di pioggia, di quasi neve, di fumi nell’aria. Di canzoni così, amare e dolci, insieme. Voli sghembi d’uccelli qua fuori. Rumore di treni. Il bisogno di un the, una parola. (Joni Mitchell, A case of you, in Both sides. Canzone amara e dolce )  

Voglio

Voglio partire e andare a New York. La mia New York, non quella che conoscono tutti. Oppure stare un mese a Middlebury. Insegnare e percorrere i prati e guardare le nuvole grosse e stranissime di quel cielo. Voglio strade lontane che tuttavia conosco. Voglio città mie, persone mie, suoni e odori che amo. Voglio l’odore di concime di certe mattine … Continua a leggere

Il cielo del pomeriggio

Oggi Bologna era una spugna. Assorbiva umori e odori e il colore frammentato delle foglie lungo il viale. Poi rilasciava andare tutto fuori, ma più terso e limpido. Camminare e guardare il cielo era tutt’uno. Sembrava d’essere in una qualunque città americana. O forse, un po’, anche Parigi. Non so. C’era il tempo e il modo di ascoltare Ella Fitzgerald … Continua a leggere

Da qualche parte

Siamo a metà novembre. Natale è già qui. La Nina cresce e chiacchiera. Dice cose come: “Mamma mi racconti di quando ero nella pancia e sentivo la musica di dosonscrìc e tiravo i calci?”. Poi mi abbraccia e mi butta i baci dalla porta. Io lavoro. La mattina mi alzo presto; tutti i giorni della settimana. Vado a scuola, mi … Continua a leggere

Central park

Io ho il mio personale Central park. Lo percorro ogni giorno di mattina presto e poi più tardi, verso l’ora di pranzo. E la luce cambia, le foglie scricchiolano o sguisciano, il vecchio dai capelli bianchi è sempre lì che le spazza via dal marciapiede verso il prato. Buongiorno – gli dico. Buongiorno – risponde. Questo parco è bello ad … Continua a leggere

D’acqua

Voglio stanotte dormire serena. Spengere la luce e sognare da subito. Sognare bello e quieto. Non voglio rigirarmi sotto coperte stropicciate e storte. Voglio pace e cuscini puliti e una musica che calmi. Una musica d’acqua, che scivoli senza fare troppo male. Una musica culla che possa dondolarmi in questa notte buona. Moltheni, ad esempio, e L’amore acquatico. Respirare, inspirare … Continua a leggere

Questo novembre

“Ora ti faccio vedere io come si stritola una prof”, dice sotto la sua testa di riccioli rotondi. E mi prende e mi stritola davvero, sollevandomi un po’. Ma anche gli altri abbracciano e stringono. Io non lo so perché, ma gli adulti non abbracciano così. C’è sempre quella rigidità, quell’incastro che non torna, quel vetro in mezzo. Invece con … Continua a leggere