Bologna e l’avvocato

Oggi Bologna è bellissima. Devono essere queste nubi gonfie e bianche e grigie che s’incastrano fra gli alberi e in mezzo al sole. O la luce d’ottobre che sembra quasi quella delle sei di un pomeriggio qualunque a Silver Lake. Bologna comunque era bellissima anche ieri alle otto di sera, con l’asfalto traslucido e i fari che baluginavano mentre guidavo via dalla città. Un’abbazia mi aspettava nel buio, tutta piena di mistero e silenzi; e tagliatelle al tartufo fumavano nel piatto. Si festeggiava una giovane fanciulla che undici anni fa stava dietro a un banco e dentro un registro. Luminosa, piena di capelli e idee precise, adesso si è laureata e no, dai, non è possibile, correggevo il suo tema d’esame soltanto due giorni fa. E invece.

Mentre tornavo tardi nella notte, San Luca giallo lassù in alto, ho pensato che l’avvocato Guido Gustavo Gozzano sarebbe stato fiero di me. Perché cerco da un po’ di mantenere una pacata indifferenza che non mi appartiene affatto. Però ci provo; e a volte mi riesce. Perché passo il tempo leggendo epistolari e accumulando cose inutili per cui una sola soffitta non basta. Ma soprattutto perché il pomeriggio se posso dormicchio e mi par di sognare qualcosa che poi subito dimentico; così mi resta addosso un senso di torpida smemoratezza, che immagino opposto a quello delle signorine Felicita, delle sartine e delle cuoche dai capelli di stoviglia – le donne che lui fingeva di volere e poi non voleva.

Bologna in questo ultimo mucchio di giorni mi pare cucita addosso a me. Mi accorgo di amarla di quegli amori rotondi, poco complicati, che difficilmente mi capita di provare. Senza struggimento. Mi fa bene. Mi fa sorridere spesso. C’è dentro quello che mi piace e che so prendermi. Ci sono i viali la notte veloce in macchina con gli alberi che sgusciano via nell’angolo estremo degli occhi. C’è l’alba striata sopra la stazione e la libreria sempre aperta dove è vero che non trovo mai nulla però è sempre lì, ci entro tutte le volte e sono contenta. Ci sono anche un sacco di posti dove ballare swing: strade strette, piazze pienissime, pub irlandesi col pianoforte stonato, il soggiorno di casa mia, il corridoio della scuola, brutti stanzoni di circolini grigiastri, locali che sembrano usciti da una canzone di Paolo Conte, tutti soffitti bassi e luci sbagliate.

Insomma oggi Bologna è davvero bellissima. Le foglie che ingiallite si appiccicano sotto le scarpe e quest’odore di terra dove prima piove poi non piove più piacerebbero anche all’avvocato Guido Gustavo Gozzano, sono sicura. Andremmo a prendere un tè in qualche antico caffè dalle vetrate sulla strada e ci lasceremmo prendere da stupide ma superficiali malinconie sul tempo che passa e sul raffreddore che ci fa starnutire.

Bologna e l’avvocatoultima modifica: 2015-10-08T18:31:41+00:00da capecchi
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