Mi piacciono d’ottobre

Settembre è sgocciolato via da qualche parte. Odiato e inutile come tutti i settembre del mondo. Un’accozzaglia di giorni così poco estate e così poco autunno. Tiepidi come le incertezze e le amicizie quasi finite. O le cose che sbiadiscono. Non mi pare comunque che ottobre per adesso abbia una faccia migliore. Vado la mattina a scuola in una specie … Continua a leggere

In orbita

A un certo punto della notte il terrazzo dev’essere esploso. Partito in orbita con pergola bruciacchiata, piante arruffate e tutti noi sopra, lanciati verso la luna e in mezzo alle nubi che si sfilacciavano nel cielo. Tutto quello che è successo prima era fatto di scoppi di sorrisi e cubetti di ghiaccio che rotolano per terra. Il campanello non smetteva … Continua a leggere

Quelli che son rimasti

C’è stato un momento in cui ascoltavo Fossati mentre fuori era buio e il teatro greco nascondeva le luci lontane di Oakland. Potevi nella notte vedere due occhi sgranati di cerbiatto, che ti fissavano. Un’apparizione misteriosa e struggente, nel silenzio, fra un’ombra e l’altra. Si restava con la bocca aperta, veniva da piangere e dirgli “Fermati, tu, che mi hai … Continua a leggere

La bici, i rami secchi e il giallo dei narcisi

Una strana rivoluzione capita da queste parti. Dal nulla sono diventata una che gira con un tappetino da yoga arrotolato in spalla; una che cerca la sua bici bianca giù in cantina, pensando di usarla. Chissà. Forse l’odiata primavera, forse la pesantezza di certe giornate piene di tutto ha portato qua di fronte, concreta, la voglia di linee semplici, di … Continua a leggere

Come il blues

La nebbia ci ha inghiottito in un solo boccone e abbiamo viaggiato per un tempo indefinito dentro il nulla. Un silenzio bianco, giallo-lampione, attutiva suoni e pensieri. Le ruote sull’asfalto erano immobili. Si andava da fermi, incerti se saremmo arrivati davvero mai. Il teatro e i triple step che battevano sul legno sembravano come scomparsi: avvoltolati e chiusi tutti dentro … Continua a leggere

Su tutto questo tempo

Questi giorni che uno dopo l’altro si sono susseguiti dopo l’estate mi hanno raggirata. Adesso finisco per ritrovarmi a novembre, alla nebbia e allo strappo atlantico tutto d’improvviso. Non si fa così. No. Le foglie gialle si sparpagliano sui viali, il cielo si fa grigio fumo e io non me l’aspettavo. In giro c’è questo odore di frugiate e di … Continua a leggere

Un lampo nella notte

Cose che odio di marzo: tutte. Cose che odio di aprile: tutte meno una – il fatto che il mese dopo è maggio. Comunque questo marzo mi è piaciuto tanto. È stata una specie di infrazione della regola, una smentita quotidiana del fastidio che mi ha resa, in qualche modo, felice. È piovuto tanto, tantissimo. E i vetri della macchina … Continua a leggere

Finché c’è fiato

Aviatori, ragazzacci in gilet e molte fanciulle coi foulard in testa abitavano il freddo come fosse casa loro. Un operaio in tuta e camicia di flanella ogni tanto smetteva di ballare e sfilava dalla tasca una fiaschetta di rum: accessorio necessario in una notte di gelo. Eravamo tutti cascati dentro a questo hangar per aeroplani un po’ per caso, ciascuno … Continua a leggere

Capelli

Il fine settimana è cominciato giovedì ed è stato pieno di segni funesti. La mia collana preferita si è rotta al Well Done, incastrata fra due assi di legno del tavolo, mentre parlavo di J. D. Salinger e maledicevo tutto quel caldo: divento troppo rossa, consistente, visibile, e guardo le fanciulle dall’incarnato trasparente senza capirle né desiderare di conoscerle. Poi … Continua a leggere