Quelli che son rimasti

C’è stato un momento in cui ascoltavo Fossati mentre fuori era buio e il teatro greco nascondeva le luci lontane di Oakland. Potevi nella notte vedere due occhi sgranati di cerbiatto, che ti fissavano. Un’apparizione misteriosa e struggente, nel silenzio, fra un’ombra e l’altra. Si restava con la bocca aperta, veniva da piangere e dirgli “Fermati, tu, che mi hai … Continua a leggere

La bici, i rami secchi e il giallo dei narcisi

Una strana rivoluzione capita da queste parti. Dal nulla sono diventata una che gira con un tappetino da yoga arrotolato in spalla; una che cerca la sua bici bianca giù in cantina, pensando di usarla. Chissà. Forse l’odiata primavera, forse la pesantezza di certe giornate piene di tutto ha portato qua di fronte, concreta, la voglia di linee semplici, di … Continua a leggere

Come il blues

La nebbia ci ha inghiottito in un solo boccone e abbiamo viaggiato per un tempo indefinito dentro il nulla. Un silenzio bianco, giallo-lampione, attutiva suoni e pensieri. Le ruote sull’asfalto erano immobili. Si andava da fermi, incerti se saremmo arrivati davvero mai. Il teatro e i triple step che battevano sul legno sembravano come scomparsi: avvoltolati e chiusi tutti dentro … Continua a leggere

Su tutto questo tempo

Questi giorni che uno dopo l’altro si sono susseguiti dopo l’estate mi hanno raggirata. Adesso finisco per ritrovarmi a novembre, alla nebbia e allo strappo atlantico tutto d’improvviso. Non si fa così. No. Le foglie gialle si sparpagliano sui viali, il cielo si fa grigio fumo e io non me l’aspettavo. In giro c’è questo odore di frugiate e di … Continua a leggere

Un lampo nella notte

Cose che odio di marzo: tutte. Cose che odio di aprile: tutte meno una – il fatto che il mese dopo è maggio. Comunque questo marzo mi è piaciuto tanto. È stata una specie di infrazione della regola, una smentita quotidiana del fastidio che mi ha resa, in qualche modo, felice. È piovuto tanto, tantissimo. E i vetri della macchina … Continua a leggere

Finché c’è fiato

Aviatori, ragazzacci in gilet e molte fanciulle coi foulard in testa abitavano il freddo come fosse casa loro. Un operaio in tuta e camicia di flanella ogni tanto smetteva di ballare e sfilava dalla tasca una fiaschetta di rum: accessorio necessario in una notte di gelo. Eravamo tutti cascati dentro a questo hangar per aeroplani un po’ per caso, ciascuno … Continua a leggere

Capelli

Il fine settimana è cominciato giovedì ed è stato pieno di segni funesti. La mia collana preferita si è rotta al Well Done, incastrata fra due assi di legno del tavolo, mentre parlavo di J. D. Salinger e maledicevo tutto quel caldo: divento troppo rossa, consistente, visibile, e guardo le fanciulle dall’incarnato trasparente senza capirle né desiderare di conoscerle. Poi … Continua a leggere

Fuori è gennaio

C’è solo grigio, fuori. Infatti fuori è gennaio; anche se non dentro la mia testa, dove gennaio non esiste. Se fosse per me, terrei in piedi giusto una manciata di mesi. Febbraio perché è corto, freddo e romantico. Maggio perché ci son nata dentro. Tutta l’estate per via dell’America. Ottobre, per le foglie secche, gli odori e i colori. Dicembre … Continua a leggere

Le luci di Natale

A me bastano già le luci di Natale, per sentirmi così: ostaggio dello struggimento. E specialmente quelle luci che vedo nella notte, dalla porta a vetri della cucina, oltre al ponte della stazione. Quando c’è nebbia, poi, dondolano sospese nel nulla, vaghe. Lontanissime. M’illanguidiscono anche le luci che sfilano via di sera mentre in macchina torno da qualche parte a … Continua a leggere