Le luci di Natale

A me bastano già le luci di Natale, per sentirmi così: ostaggio dello struggimento. E specialmente quelle luci che vedo nella notte, dalla porta a vetri della cucina, oltre al ponte della stazione. Quando c’è nebbia, poi, dondolano sospese nel nulla, vaghe. Lontanissime. M’illanguidiscono anche le luci che sfilano via di sera mentre in macchina torno da qualche parte a … Continua a leggere

Dopo il sassofono di Kenny Garrett

Kenny Garrett va come un treno e sui tavolini davanti ci sono ancora i cestini con le crescentine dentro. Sono rimasta anche un po’ male perché non c’era scritto da nessuna parte che io potevo ascoltare Kenny Garrett e mangiare, insieme, crescentine. È una mancanza che sul momento m’indispone ma pazienza. A ogni modo lui va come un treno ma … Continua a leggere

Fran!

Odio settembre. Questo si sa, lo dico sempre. Mi arriva ogni volta addosso come un treno. È crudele e inclemente. Specie se è un settembre caldo. Te ne torni piena di abiti sporchi e appallottolati in valigia e vuoi solo rigirartici dentro, non uscire per settimane, annusare quello che è rimasto e sa di buono. Ridatemi gli eucalipti! Dove sono … Continua a leggere

Il trentuno

  È una magnifica mattina dell’ultimo giorno dell’anno, c’è poca gente in giro e io esco con dei guantini da sedicenne a prendere il pane. La Nina non ha la febbre da due giorni e ride, balla e divide con me i tortellini sul divano, guardando storie di cani e babbinatale. Che bello è quando suono il campanello e dal … Continua a leggere

Indecifrabile

Quelle giornate che vorresti un autunno inoltrato, per chiuderti in casa e accendere il forno. Cucinare una barozzi al cioccolato, disegnare zucche arancioni e poi la sera stare sul divano sotto una coperta di pile, mentre intanto tutto intorno quell’odore di cucina calda, di cose buone, di sfinente fanciullezza. Invece è primavera. Umida e grigia, ma primavera. Sul terrazzo ho … Continua a leggere

Già arrivati qui

Gli Champs-Élysées di via Paolo Costa hanno gli alberi esplosi di fiori rosa e nell’erba fuori dall’aula è tutto un apparire di margherite. Mica me n’ero accorta, che eravamo già arrivati qui. A quei giorni in cui prima hai il piumino e alzarsi alle sette è un pugno in faccia su sfondo grigio; poi d’improvviso strizzi gli occhi contro la … Continua a leggere

Un bel sabato

Ci sono quelli che il sabato si appoggiano a qualche colonna e si baciano così, ritti in piedi contro il pomeriggio e dentro i cappotti e la gente che passa di lì. Hanno un’età qualunque ma comunque sono giovani. E si appoggiano ai muri scrostati e io lo so quel languore che hanno alla pancia e il lucido degli occhi. … Continua a leggere