Un lampo nella notte

Cose che odio di marzo: tutte. Cose che odio di aprile: tutte meno una – il fatto che il mese dopo è maggio. Comunque questo marzo mi è piaciuto tanto. È stata una specie di infrazione della regola, una smentita quotidiana del fastidio che mi ha resa, in qualche modo, felice. È piovuto tanto, tantissimo. E i vetri della macchina … Continua a leggere

Finché c’è fiato

Aviatori, ragazzacci in gilet e molte fanciulle coi foulard in testa abitavano il freddo come fosse casa loro. Un operaio in tuta e camicia di flanella ogni tanto smetteva di ballare e sfilava dalla tasca una fiaschetta di rum: accessorio necessario in una notte di gelo. Eravamo tutti cascati dentro a questo hangar per aeroplani un po’ per caso, ciascuno … Continua a leggere

Capelli

Il fine settimana è cominciato giovedì ed è stato pieno di segni funesti. La mia collana preferita si è rotta al Well Done, incastrata fra due assi di legno del tavolo, mentre parlavo di J. D. Salinger e maledicevo tutto quel caldo: divento troppo rossa, consistente, visibile, e guardo le fanciulle dall’incarnato trasparente senza capirle né desiderare di conoscerle. Poi … Continua a leggere

Fuori è gennaio

C’è solo grigio, fuori. Infatti fuori è gennaio; anche se non dentro la mia testa, dove gennaio non esiste. Se fosse per me, terrei in piedi giusto una manciata di mesi. Febbraio perché è corto, freddo e romantico. Maggio perché ci son nata dentro. Tutta l’estate per via dell’America. Ottobre, per le foglie secche, gli odori e i colori. Dicembre … Continua a leggere

Le luci di Natale

A me bastano già le luci di Natale, per sentirmi così: ostaggio dello struggimento. E specialmente quelle luci che vedo nella notte, dalla porta a vetri della cucina, oltre al ponte della stazione. Quando c’è nebbia, poi, dondolano sospese nel nulla, vaghe. Lontanissime. M’illanguidiscono anche le luci che sfilano via di sera mentre in macchina torno da qualche parte a … Continua a leggere

Dopo il sassofono di Kenny Garrett

Kenny Garrett va come un treno e sui tavolini davanti ci sono ancora i cestini con le crescentine dentro. Sono rimasta anche un po’ male perché non c’era scritto da nessuna parte che io potevo ascoltare Kenny Garrett e mangiare, insieme, crescentine. È una mancanza che sul momento m’indispone ma pazienza. A ogni modo lui va come un treno ma … Continua a leggere

Fran!

Odio settembre. Questo si sa, lo dico sempre. Mi arriva ogni volta addosso come un treno. È crudele e inclemente. Specie se è un settembre caldo. Te ne torni piena di abiti sporchi e appallottolati in valigia e vuoi solo rigirartici dentro, non uscire per settimane, annusare quello che è rimasto e sa di buono. Ridatemi gli eucalipti! Dove sono … Continua a leggere

Il trentuno

  È una magnifica mattina dell’ultimo giorno dell’anno, c’è poca gente in giro e io esco con dei guantini da sedicenne a prendere il pane. La Nina non ha la febbre da due giorni e ride, balla e divide con me i tortellini sul divano, guardando storie di cani e babbinatale. Che bello è quando suono il campanello e dal … Continua a leggere