L’Arno di notte

L’Arno di notte scorre lucido e silenzioso, luccicante di bagliori. Cammini sopra un ponte e annusi la notte, le sue voci; i passi che risuonano sulle pietre antiche. C’è una specie di sospensione del tempo che ci prende tutti per incantamento. Quante foto avremo fatto all’Arno di notte? Eppure non bastano mai. E nessuna veramente serve. Ma comunque le scattiamo, … Continua a leggere

Senza averne l’aria

Un colibrì l’altro giorno mi ha tagliato la strada. Trasvolava frullando a mezz’aria, facendo quel rumore che fanno appunto i colibrì: frrrrrrrrrrrr, ma inudibile. Era una mattina prima delle otto, quando scendo giù lungo la collina e oltre gli alberi intravedo pezzi di città bianca, luminescente. Oppure del tutto immersa nella nebbia. Era il momento quando suona il campanile di … Continua a leggere

La città in cui le strade sembrano non finire mai

La notte vista dal Griffith Park non si può spiegare. È infinita e lunghissima. Luccicano milioni di strade, laggiù in fondo; puntini intermittenti, storie, rincorse, tristezze. Vite intere che s’accendono e si spengono, brillano lontane nel buio e nel fresco magnifico della sera di Los Angeles. Prendi una giacca, ma leggera. Anche un foulard basterà, non preoccuparti. Avvolgitelo intorno al … Continua a leggere

Quella in mezzo all’America

Ci sono certe volte in cui l’America si fa sentire forte e chiaro. Finisco all’improvviso per trovarmi lì, proprio lì, dentro allo scorrere delle cose; mi fermo e ogni pezzo di corpo aderisce perfettamente allo spazio intorno. Mi incastro con l’esterno in un modo che mi stupisce e mi fa respirare fiati lunghi. Il rumore delle sirene; o i fiori … Continua a leggere

Salsomaggiore, che non esiste

Salsomaggiore è un luogo che non esiste. O meglio. Esiste in un autunno indefinito fra il 1910 e il 1930, e noi ci caschiamo appena scesi dal treno. Come cadere dentro a una litografia. Ti sembra quasi di prendere le stesse sfumature dei ritratti degli antenati appesi in salotto. Le foglie secche dal color foglia secca non riescono ad attutire … Continua a leggere

Bologna e l’avvocato

Oggi Bologna è bellissima. Devono essere queste nubi gonfie e bianche e grigie che s’incastrano fra gli alberi e in mezzo al sole. O la luce d’ottobre che sembra quasi quella delle sei di un pomeriggio qualunque a Silver Lake. Bologna comunque era bellissima anche ieri alle otto di sera, con l’asfalto traslucido e i fari che baluginavano mentre guidavo … Continua a leggere

Acquario

Forse l’inverno è passato. Ci sono stati due giorni bigi, di pioggia (di pioggia) californiana che nessuno si aspettava. Non c’era nulla sotto cui ripararsi, gli ombrelli non li abbiamo comprati, scendevano queste schegge impreviste, di traverso, e tutti a scuotere le teste e dire: mah. Poi però domenica sul Golden gate park brillava alto il sole. Preciso nel regolare … Continua a leggere

L’odore degli eucalipti

Qualcuno mi ha detto che questo è l’odore degli eucalipti e io ci credo. Del resto alberi altissimi si lanciano all’in su e mi lasciano ogni volta come sgomenta, per il loro essere fuori misura. Cammino la mattina presto sopra foglie secche, che scricchiolano. Il freddo punge le gambe scoperte. Il giacchetto di pelle è la scelta migliore che ho … Continua a leggere

Istanbul, l’imprendibile

Mentre percorro in taxi la strada dall’aeroporto al centro di Istanbul, mi guardo intorno e vedo Casalecchio di Reno; o i palazzoni del Pilastro; ma anche certi svincoli più desolati dell’asse attrezzato. Poi allo smilzo tassista in giacca traslucida grigia suona il cellulare e dentro la macchina ecco “Lasciatemi cantaaaare, sono un italiano”. Fuori dal finestrino c’è un mare piatto … Continua a leggere