Mi fermo per poco

Non ci vengo spesso, a Pistoia. E quando ci vengo mi fermo per poco. Scalpito, mi agito, scappo via. Oppure mi chiudo in casa e sto solo sdraiata sul letto a leggere, tutto il tempo. In genere ci vengo durante le vacanze di Pasqua, in qualche fine settimana, magari in gita con le belve. Oppure d’estate, come ora, che ci … Continua a leggere

Ovunque e comunque

Che il matrimonio dell’Annarosa sarebbe stato un evento di portata eccezionale lo si sapeva da tempo. Ma piangere così appena entrava in chiesa, e lacrimarle in faccia di rimando a lei che lacrimava sporcandosi tutta di trucco mentre Stefano le stringeva forte la mano e sorrideva, io proprio non me l’aspettavo. Era un meraviglioso pomeriggio di sole pistoiese e di … Continua a leggere

Giri su me stessa

Quando non guido, mi scordo quanto mi piace farlo. Se sono a Pistoia e il settembre è estivo, poi,  è ancora meglio. Dalla radio canta Paolo Nutini e il viale alberato è come lo ricordo: lungo e quieto, di notte. Faccio infiniti giri su me stessa: la prima scuola in cui insegnavo, Barella e le sue schiacciatine, gelaterie, vecchi alunni … Continua a leggere

Un mondo notturno e stellato, fra gli olivi

Dopo aver lasciato la Stefania al cinema, in una Pistoia insolitamente piena di gente, ho guidato verso casa, sgommando e andando scattosa di frizione cambio acceleratore, come abitudine. A me è sempre piaciuto guidare di notte per le vie della città, con la radio accesa, da sola. A Bologna non lo faccio mai; e mi manca. Quando vivevo a Pistoia … Continua a leggere

Un c’è verso

Leggo solo ora da Vic la riflessione sulla toscanità perduta di quei due. Era stato anche un mio pensiero, in effetti, mentre li ascoltavo parlare alla radio. Io, invece, un riesco a perderla, la toscanità. Chi càpita per caso ad ascoltarmi, un c’è verso che si sbagli. Quando mi presentano qualcuno, nell’attimo immediatamente successivo alla stretta di mano, la frase … Continua a leggere