Spigolature 1/. I misfatti della Oates

Di giovedì – non necessariamente ogni giovedì ma sempre di giovedì – uscirà la rubrica Spigolature, piccole personali interpretazioni di libri letti o riletti.

Si comincia da oggi con Joyce Carol Oates, Misfatti. Racconti di trasgressione, Milano, Bompiani, 2003. Il volume raccoglie 21 racconti (già pubblicati in riviste e antologie) divisi in tre sezioni. Sono storie americane di perversioni, violenze, orrori domestici, solitudini voraci, narrate spesso da voci femminili. Ci sono brutte cameriere di squallide tavole calde che ingurgitano gli avanzi schifosi dei clienti. Ci sono madri che abbandonano senza perché le loro figlie e ragazzini che uccidono per esistere e mostrare di essere vivi. Sbattiamo il muso in armi lucenti, macchine veloci, corpi sudati, sangue che gronda, denti che s’inarcano in sorrisi freddi, droghe. C’è la follia, il sesso, l’amore, l’ossessione, il mistero, la morte. Campi silenziosi e caldi d’estate, viaggi in Greyhound attraverso l’America, piccoli paesi di provincia e grandi città con grandi strade. Racconti che potrebbero essere eccessivi per i loro temi esagerati ed extra-ordinari, diventano ancora più efficaci perché scritti con una mano lucida e poco carica, che li rende invece spaventosamente ordinari, inseriti nel normale svolgersi delle cose. Quello che poteva essere un pasticcio di astruserie goticheggianti risulta, invece, una disanima spietata e implacabile dell’animo umano. Le storture dell’uomo si nascondono ovunque, nella pagine della Oates, e lasciano il lettore per lo più con un indefinito senso di disagio e insieme con l’impellente bisogno di concludere il racconto per avere risposte – che o non si hanno oppure disattendono le banali aspettative. Addosso restano appiccicati gli odori, che la Oates dissemina ovunque, mettendo il lettore nel mezzo della vicenda, facendogli allargare le narici, per sentire per davvero “puzza di grasso, di fumo di sigarette e di qualcosa di dolciastro”, l’“odore di terra fredda e umida. Foglie marce, terriccio”, “Maglie di flanella macchiate che odoravano di fienile”.

Spigolature 1/. I misfatti della Oatesultima modifica: 2003-07-03T15:40:00+02:00da capecchi
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