Le borsine di Cicci e Ale

Già Cicci l’avevo adorato, quando Robba scrisse di quella faccenda delle borsine in plastica. Ma vedere Ale, vestito altrettanto in giacca e cravatta, con borsettina in plastica pure lui, e pure lui con chiavi, portafoglio, occhiali e quant’altro graziosamente ivi raccolto, beh, credetemi, ho pensato di sognare.
Questa borsina, però, recava la scritta Gelateria da Gianni invece che Enoteca Rocchi: eh, come dire, le differenti frequentazioni dei due Signori.

Le borsine di Cicci e Aleultima modifica: 2003-07-31T19:50:00+02:00da capecchi
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8 pensieri su “Le borsine di Cicci e Ale

  1. ieri un fighetto in DUCATIMONSTER che si lamentava della borsa di plastica trovata sulla rivista XY che non era mica come la vedevi in foto, per strada. Neanche il petto della bracciabianche glaucopide in copertina, diceva! Cara Gaia che non ti conosco io di borse ho un vecchio zaino azzurro senza marca e con una maschera e un tubo sempre dentro. Il ritratto di un matto? No perché ogni tanto nel pensatoio di una panchina la indosso la maschera e guardo le persone – e le figlie che si muovono – diversamente, con una bolla d’aria tra me e il mondo. E tra le parole che mi piacciono bisbigliate nel tubo (i fissati lo chiamano snorkel, però) ci sono – piaceranno anche a te, sbarbariana – sussurri, fosfeni, ammarcigliare, nasocamuso, melighe, azùl, sverberare. Sverberare, sverberare, sverberare…

  2. Max che ti conosco neppur io, la maschera per guardare e sussurrare mi pare ottima cosa. Ma soprattutto, ci hai azzeccato, alcune delle parole che mi piacciono le hai dette: fosfene e sverberare son fra quelle. Grazie della visita, ciao. (Gaia)

  3. Approfitto di una pausa tra i capricci di Wind per fare una piccola puntatina qui, anke se un po’ off topic. Mi sembra che Raitre trasmetta il concerto di Chick Corea e Bobby McFerrin che ho seguito a Perugia domenica o lunedi alle 23.20. Intanto, qui sulla costa, la trasformazione in testimonial per crema abbronzante – me, che non uso creme abbronzanti – prosegue. Liberty sempre in riparazione almeno fino a domani. Per dire qualcosa di attinente al post, non so, ma non mi sono mai piaciute le borse di plastica, al massimo quelle di pelle o di tela. In compenso vado in giro con sandali francescani comodissimi che son sopravvissuti a ben 7 estati. E, nei giorni nei quali mi trovo a Bologna, di solito vado alla Sorbetteria di via Castiglione, anche se ho sentito parlare molto di Gianni come l’altra grande meta gelatonomica della città delle torri. saluti, [ja]

  4. su chick corea, conosco un tipo che racconta frequentemente un aneddoto. correvano ancora i settanta o forse i primi anni ottanta quando il tipo, che allora era un dj conosciuto, invita chick nella sua casa di fuorigrotta. bilocale di uno squallore stellare se non fosse per tutti quei poster e le migliaia di dischi catalogate. mentre il dj riscalda un vecchio ragù di frigorifero, chick dice vado un momento in bagno. annebbiato probabilmente dal fumo che all’epoca, e probabilmente tuttora, a cavalleggeri d’aosta compravi a tonnellate, il tipo dj si scorda di dirgli di fare attenzione, che è rotto. passa un quarto d’ora e chick non ne esce. il tipo comincia a preoccuparsi. infine si fa coraggio e va a vedere. in quel momento chick apre la porta. il bagno è in uno stato che pare stato bombardato. il tipo rimane allibito un attimo, poi si volta. e chick corea non c’è più. sparito per sempre da quel bagno, da quella casa e dalla vita del tipo.

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