Mi volto, davvero

Ho realizzato: non ce la farò mai e la grammatica mi fagociterà e io non adempirò agli impegni presi e l’editore mi dileggerà e mi svergognerà e magari mi farà causa e perderò un sacco di soldi e mi vorranno arrestare e m’inseguiranno dappertutto e io avrò il terrore del carcere e alla fine sarò costretta a darmi fuoco in pubblica piazza.
Allora, Signore e Signori, aprite bene le orecchie: io me ne vado. Me ne vado fino a data da definirsi, mica per sempre, s’intende. Ma me ne vado. Altro che un post striminzito o due. Niente, nulla, fine. Intanto, vi venisse la nostalgia, per questa settimana piccoli stralci di memorie mie ve le lascio da Webgol, come promesso e se mi riesce. Ma poi, poi, poi, nulla. Da voi, nulla. E qui, nulla. Di nulla di nulla di nulla. Ci rivediamo a Natale o giù di lì. State bene, non azzannatevi fra di voi, pensate ai regali da mettere sotto l’albero e tenetemi da parte i commenti migliori per quando rientro. Beh, insomma, mi mancate già. Mi volto, davvero, mi giro sui tacchi e vado – scie svolazzanti di capelli a segnare lo spazio da qui a lì.

Mi volto, davveroultima modifica: 2003-11-19T23:09:52+01:00da capecchi
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15 pensieri su “Mi volto, davvero

  1. Gaia, ci mancherai. Qui litigano un po’ tutti, pare. Tanto che quasi quasi anche al sottoscritto, che ha notoriamente ha un brufolo al posto del cuore, vien voglia di invocare i tarallucci e vino e scivolare sulla banana del ‘volemose ‘bbene’. Non sempre sono d’accordo con quel che dici, ma mi piace quasi sempre come lo dici. Ti invidio quella leggerezza che a me manca. Se non altro, ci saranno sempre Ella e Chet a farti compagnia. 😉 Buon lavoro, e a presto. – Paolo di Tom

  2. Cara Gaia, posso mettere qualcosa che rigurda te nei desiderata per il mio personalissimo SantaClaus? Eppoi guarda che hai già un buon soggetto: le prime quattro righe del post mi vedono potenziale lettore. Diglielo all’editore. Ti giunga il mio “ahi!” melodrammatico per questo addio pieno di echi. (qw)

  3. ma non puoi scrivere solo una frase al giorno? una parola? una lettera? un segno di interpunzione? no, gaia, non andartene. lei mie giornate di lavoro non avranno più senso senza la pausa capecchi. mi spediranno veramente a san patrignano. non puoi farlo. ricorda le ricette di mia madre. il cervello, ogni tanto, si deve riposare. metti il cervello a folle un quarto d’ora al giorno e donaci un pensiero solo. uno. (robba)

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