Vado

Sole, sole, sole. C’è il sole.
Io sono qui che compilo moduli per entrare negli Stati Uniti e rimanerci per almeno un sette settimane. Mi ha spiegato tutto una simpatica ragazza di nome Ingrid, dal forte accento tedesco, con cui ho parlato al telefono per la modica cifra di un euro e cinquanta al minuto.
Stamani, inoltre, non è certo andata male. Invece del primo giorno di rientro dalle vacanze sembrava l’ultimo prima dell’inizio. I ragazzini nell’ora di sostituzione sono stati tranquilli, forse perché frastornati dal solito giochetto dei nomi*. Invece il russo ha tirato giù i pantaloni alla bambina che le piace; e vabbe’, ho dovuto necessariamente partire con uno dei miei pistolotti sulla corruzione della gioventù contemporanea, o, meglio, della sua specifica gioventù. Fortuna che sono stata interrotta dai due colleghi di musica, che mi hanno spiegato giorno, luogo e ora per riunirsi a provare Besame mucho. Io credo che verrà uno schifo, ma non gliel’ho detto: mi presenterò là, nel mezzo della campagna bolognese, sassofono in una mano e tiramisù nell’altra, e qualche cosa si farà. Anzi, adesso scendo, monto il sax e suono. Vado.

[* Il giochetto sarebbe così: capiti in una classe non tua, imponi il silenzio, ti siedi, poi spii i nomi e i cognomi, più che puoi, da diari, quaderni, astucci e cartelline, vedi se corrispondono con quelli del registro. Alla fine, come per caso, cominci a buttarne là uno, poi un altro, poi un altro. Una specie di arte onomastica divinatoria che ti eleva al di sopra delle volgari supplenti di passaggio. Loro ci cascano – sempre. Un po’ mi spiace. Ma è bellissimo. ]

Vadoultima modifica: 2004-04-14T16:41:25+02:00da capecchi
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