Il terrazzo, luogo di sole

Si inaugura il terrazzo come luogo di sole. Dove sistemarsi desnuda sulle sedie verdi in plastica consumata, ad asciugarsi i capelli, una musica che mi pare sia l’ultima
Diana Krall e un libro che per oggi è Wonder boys di Chabon, non ancora abbastanza in là nelle pagine da poter capire se Grady è un pusillanime patetico o uno che ha capito tutto della vita. I gerani, malchiusi, imperversano verdi e grossi su metà della balaustra; l’altra metà è vuota e aspetta d’essere riempita di piante che non siano mostruose geminazioni spontanee. Bevo acqua ormai tiepida da un bicchiere di vetro trasparente e grande, appoggio il libro sulle gambe, guardo l’alberone, controllo gli effetti del sole sulla mia pelle. Siamo alla fine d’aprile, è un pomeriggio normale e sembra che niente potrà scalfire questo spicchio luminoso e pacato ritagliato sui tetti bolognesi.

Il terrazzo, luogo di soleultima modifica: 2004-04-27T16:18:01+02:00da capecchi
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “Il terrazzo, luogo di sole

Lascia un commento