“A forza di strizzare”

Tra poco, io e le belve andiamo a sentir parlare di Camillo Sbarbaro.
A me è sempre piaciuto, già ne dicevo. Sarà per quella storia dei licheni. Li collezionava. I licheni. Che si abbarbicano alla terra arida e sopravvivono, così, di necessità e senza molti bisogni. Sarà per quegli occhi piccoli e tondi dietro occhiali piccoli e tondi. Poi passeggiava per le strade e gli facevano contorcere lo stomaco le facce della gente, le calvizie dei vecchi, gli sguardi bistrati delle puttane, i sorrisi storti di chi cammina e salta nella vita come sull’orlo di un precipizio. Lui stava lì a guardarli, immobile come sempre gli piaceva e odiava stare, e provava il disagio che si prova a guardare dei condannati a morte che sorridono. Era così, uno che la vita in fondo l’amava, pur percorrendola da sonnambulo.

Così anche dalla strada di casa cavo un po’ di gioia – come dalla vita, a forza di strizzare.

(Camillo Sbarbaro, Strada di casa, in Trucioli)

“A forza di strizzare”ultima modifica: 2004-05-08T09:40:00+02:00da capecchi
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