La massa (poco) uniforme dei ragazzini

Dalla mia amica Momi trovo un link a un articolo di Marco Lodoli sulla "Repubblica". Ecco, mi sono irritata. Parecchio. La ragazzina che parla al professore di "massa informe" innanzitutto, è evidente, non fa parte della massa informe e poi, in ogni caso, è UNA. Non esprime un tutto generalizzato. I ragazzi non sono tutti come li descrive Lodoli, neanche nelle zone disagiate. Ci sono anche le ragazzette cui non frega un benemerito cazzo del pantalone a vita bassa. Ci sono quelle per cui le veline non sono un punto d'arrivo e quelli che non hanno per idolo un calciatore. Esistono ragazzini che sognano, eccome. C'è quella che vuole fare il veterinario e quello che ama scrivere. C'è quella che s'innamora di Pirandello e quello che vorrebbe disegnare fumetti. Così, giusto per dire. Il panorama di massa beota e uniforme cui fa riferimento Lodoli esiste, certo, ma non è l'universalità dei giovani – né la nostra. La paginetta è solo un trito e ritrito masticamento dello stravecchio "Ah, i giovani d'oggi non hanno valori! Ah, i bei tempi andati in cui si credeva, si costruiva, si sperava!". Vomito. Rabbia. Sorda repulsa per quelli che mentre osservano i giovani scuotono la testa desolatamente a destra e sinistra. E ancora, di nuovo, la solita pappardella sulla televisione – mostro fagocitatore di pensieri. Ma basta. Non è mica tutto così. I ragazzini sono solo più distratti e (parecchio) meno rispettosi nei nostri confronti: questo sì che è vero. Ma nulla è cambiato sotto il sole: sono solo ragazzini, che cresceranno male o bene, proprio come siamo cresciuti noi, che non siamo finiti tutti a scrivere l'articoletto sul giornale o a "migliorare il mondo in cui vive" (cit.). Retorica e moralismo bieco, nient'altro, ho letto fra quelle righe. E mi sono anche ricordata perché evito di leggere la "Repubblica".

La massa (poco) uniforme dei ragazziniultima modifica: 2004-10-18T16:00:19+02:00da capecchi
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8 pensieri su “La massa (poco) uniforme dei ragazzini

  1. Cara Gaia, vorrei solo spiegarti perchè questa ragazza di cui parla l’articolo mi ha colpito. Un paio di mese, un ragazzo di vent’anni, fratello di una mia cara amica si è buttato da un ponte di oltre sessanta metri lasciando dietro di se’ solo brevi e confusi messaggi. Non abbiamo capito le ragioni profonde del suo gesto ma traspariva un grande senso di inadeguatezza di fronte a quelle che lui sentiva come “pressioni sociali”. Essere se stesso, con tutti i i suoi limiti per lui significava “non essere” e quando il peso è diventato insostenibile e l’unico modo per dare un segno di vita, per lasciare qualcosa di se’ con rabbia e disperazione è stato quello di progettare la fine della sua vita. Tutto questo è avvenuto, come puoi immaginare, senza nessuna delle persone che gli stavano intorno, si è accorgesse di nulla. Penso spesso a lui, alle sue ragioni e mi è sembrato che nelle parole di questa ragazza ci sia qualche traccia. Tutto il resto, retorica, moralismo mi è scivolato addosso.

  2. Il fatto è che a Lodoli non interessava la ragazza in quanto tale, come a te o a me. E’ qui la sottile differenza. A Lodoli interessava estrapolare da lì il ritrattino morale di una generazione. Sai quanto gliene fregava al ragazzo di cui scrivi del fare parte di una generazione vuota o non vuota. Contano le singole persone, non il loro fare parte di una massa. Questo penso. Per questo il pezzo di Lodoli mi ha disturbato: quella ragazza per lui è tutte le ragazze. No, non lo è. Ognuno è a parte, con i suoi drammi, problemi, inadeguatezze. Ogni volta diverse. (Gaia)

  3. lodoli è diventato un personaggio dicendo queste insulsaggini. altrimenti sarebbe stato soltanto uno scrittore qualunque, più o meno letto. ieri sera era ospite a primo piano con d’agostino. non ho ancora capito chi dei due le sparasse più grosse. questi tentativi da parte degli adulti di fare discorsi generali sui giovani sono sempre titanici. spesso vanno a fondo come il titanic. il problema lodoli non è tanto lodoli stesso, ma chi lo fa parlare come esperto e chi come esperto lo ascolta. (robba)

  4. Potreste essere un po’ meno finto-scapestra ti e cercare di analizzare l’articolo di Lodoli ? Ma vivete sulla Luna o non vedete i ragazzini di 11 anni schiavi dei vestitini griffati? Forse le marche vi danno da mangiare…. va bene… ma non fingete di essere gli unici che_davvero_pen sano_ai-gggiovan i solo per le vostre polemichette stile Foglio…….. Che tristezza

  5. Vatican, davvero, che tristezza, hai ragione. La tristezza di non capire quello che dico. La tristezza di parlare per luoghi comuni e categorie (i “GGiovani”). Che c’entra il Foglio, poi. Io i ragazzini li vedo tutti i giorni, ci vivo, li ascolto, insegno loro cinque ore ogni santa mattina. Posso dire di conoscerli abbastanza bene. Ce ne sono di griffati e no. Di idioti e no, di ciechi e no, di lobotomizzati e no, di irregimentati e no. Esattamente come gli adulti. Anzi, loro sono molto meno schiavi di certe logichette retrive rispetto a noi, se permetti. A loro sì che delle polemichine sciocche non importa un fico secco. (Gaia)

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