Il 23 dicembre

Il 23 dicembreQuesta è una ricetta di un Natale personalizzato quando tutti aspettano la vigilia e invece voi state già scartando i regali. Essenziale che sia il 23. Il pomeriggio deve essere trascorso in centro, anche se non avete più da comprare regali (e comunque avrete da comprare regali). Bisogna entrare anche solo per un attimo in quelle grandi implosioni di gente tipo Feltrinelli, Coin, Limoni (Limoni c'è dappertutto?). Proprio tuffarsi: buttarsi dentro, vogare fra la gente, trattenere il fiato, uscir fuori come spuntando dall'acqua fonda. Non è necessario comprare qualcosa, ma respirare cappotti e sacchetti e ansie da ultimo acquisto. Acchiappare al volo qualche frase. Poi dirigersi sicuri nei due o tre negozi che avete già avuto modo di selezionare per i regali mancanti. Infine gettarsi nei vostri negozi alimentari preferiti, lì nella zona vecchia, con le bancarelle del pesce ancora pulsanti di richieste, il freddo, le luci, l'angolo di Padre Marella, montagne di vischio buttate di lato, la fretta tangibile.
Per la cena, apparecchiare con una striscia di stoffa rossa un tavolo di legno. Niente tovaglia. Niente tovagliette. Solo una striscia rossa. Come primo, servire tortelloni ricotta e spinaci acquistati da Tamburini in via delle Caprarie, cui non si deve aggiungere che poco burro e salvia; per secondo, scelta di formaggi di Simoni in via delle Drapperie, serviti con marmellata d'arance di Gilberto, poche porte più giù. Per brindare, bandire lo spumante e scegliere piuttosto un passito Vigna del Volta, anno 2000, ovviamente consigliato dal vostro omino di fiducia del negozio dietro la stazione. In sottofondo, non permettersi nient'altro se non Chet Baker che suona Silent Night. Poi scambiarsi i regali. Che devono essere inutili, in colori golosi e lussuriosi al tatto. Lasciare carte e scatole aperte sotto l'albero. Essere a letto entro mezzanotte.
Rigorosamente per due.
Buon Natale.

Il 23 dicembreultima modifica: 2004-12-24T13:38:33+01:00da capecchi
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