Cinque stanze

La primavera mi uccide, come sempre. Oggi, ad esempio, ho dormito tutto il pomeriggio. Oppure mi capita di camminare per la città e cercare scarpe e impermeabili che non trovo. In questa primavera scrivo poco perché se scrivo mi vengono in mente solo due cose: gli alunni e la casa. Spacco infatti le giornate esattamente a metà, tra la scoperta di nuove scritte sulla polvere della macchina e le fotografie dal terrazzo nuovo. Per lo più guido verso Bologna contenta, intorno all'una, ripensando a qualche biglietto con i cuori e gli adesivi, cantando Le vibrazioni e accorgendomi come tutto torna a fiorire. Di nuovo ho un giacchetto di jeans e una manciata di magliette di cotone. Un solo paio di scarpe, nessun rossetto, cinque stanze da arredare.

Cinque stanzeultima modifica: 2005-04-07T19:25:28+02:00da capecchi
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11 pensieri su “Cinque stanze

  1. difficilissimo trovare il giusto impermeabile, anche se poi le strade sono piene di donne a cui cadono perfettamente. delle scarpe adatte al clima e alle calze, non ne parliamo. molto più divertente concentrarsi sulle stanze da arredare. (robba)

  2. Sono capitata sul questo blog per puro caso..
    ma lo sai che non ho mai avuto un impermeabile?

    …non c’avevo mai pensato…

    per le scarpe invece, quando devo aquistarne un paio mi giro tutti i negozi della mia città.. poi le trovo però eh!
    Ed è anche strana una cosa, quando entro nel negozio, so già che le troverò.E’ un po’ come se guardando fra i vari scaffali, loro mi dicessero..”ce l’hai fatta a trovarci!!”
    AeLiS

  3. “Di nuovo ho un giacchetto di jeans e una manciata di magliette di cotone. Un solo paio di scarpe, nessun rossetto, cinque stanze da arredare.”

    non è male questa frase, ma cela, cela eccome, dunque anch’io mi associo, non bastano le scuse per non scrivere… non so: il giacchetto di jeans con le magliette di cotone è un’immagine da Baglioni, un solo paio di scarpe sa di “ei purtava le scarpe da tennis”, quindi l’opposto. Nessun rossetto sa di voglia di libertà, cinque stanze da arredare sa di voglia di casa. Che tu sia una tipa contraddittoria ?

    Iacopo

  4. “Fino a sera pedaliamo un po’ ubriachi quel magnifico quattordici settembre, un caldo primaverile, una luce schietta che quando il sole va giù i mattoni di Bologna avvampano rossi come se la città dovesse da un momento all’altro bruciare e noi restare i soli superstiti scendendo allacciati dai colli verso le macerie sulla nostra bicicletta fantasma”
    (“Altri libertini”)
    (ciao, mi sembrava che c’entrasse, ciccio)

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