Pomodoro fresco

I vermicelli del 7 al pomodoro fresco che quasi ogni giorno mangio per pranzo rappresentano al meglio questo periodo. Pochi fronzoli e molta libertà. Tempo. Niente da fare, nessun dannato libro da scrivere, nessun corso americano a cui pensare, nulla, solo il sugo al pomodoro da preparare intorno all’una del giorno; un impegno comunque di rilievo. Le giornate scorrono lente e dilatate. Qualche visita alla casa nuova, una o due passeggiate la settimana – se non è troppo caldo se non piove se non ho sonno se -, televisione, letture. E guai alle svendite: assolutamente non uscire se lo scopo è raccattare qualche cencio scontato sugli scaffali di un Benetton qualunque. Ultimamente ho poi ossessioni contraddittorie: Joshua Jackson di Dawson’s creek e Philip Roth. Il ragazzetto imberbe che sorride così e cosà e Philip Roth che scrive del professor Coleman e di Faunia. Il fanciullo che seduce l’insegnante e Philip Roth che racconta la parabola dello Svedese. Due passioni che regolano la giornata e la suddividono in parti uguali. La musica adatta adesso è un po’ di quel vecchio jazz molto tradizionale: Sonny Rollins o Mc Coy Tiner che suonano ballads, Oscar Peterson che si diverte con i pezzi di Broadway, Ella e Duke insieme, sulla Costa azzurra. Niente di meglio di questo. Però domani parto. Vado a Perugia, così Mc Coy Tiner e Oscar Peterson me li sento dal vivo e, magari, cambio pure dieta.

Pomodoro frescoultima modifica: 2005-07-10T12:05:00+02:00da capecchi
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