Poi è piovuto

“Insomma poi è piovuto”, osserva la mamma del grande Leo, sotto l’acqua spregiosa delle due, in bilico tra il gradino d’entrata e quello d’uscita. Eppure in qualche modo è come se non me n’accorgessi. Arrivo a casa fradicia, intrisa d’acqua eppure tutta contenta e piena di pacchetti, facce, abbracci da conservare. E’ che oggi ho ricevuto un sacco di cose: una lettera in cui si dice grazie per averci portato nei castelli del Medioevo e per questo magnifico anno – anche se sono stati cinque mesi appena; due biglietti d’auguri con la torta disegnata sopra; un libro di poesie; canzoni d’auguri tutte stonate e scomposte; una collana brilluccichina; applausi; biscottini sopra la cattedra; un ciondolo di vetro colorato a forma di stella; baci; un oggetto piccino e squadrato con il retro d’argento, che è meglio d’un gioiello perché ci stanno dentro tutti i miliardi di pezzi jazz che voglio; telefonate; una torta proprio come l’avevo progettata; una penna-struzzo viola con i lustrini; messaggini di alunni passati e amici lontani; gli auguri dell’operaio che lavora nel pianerottolo; questo da parte di una mia non-alunna; mezza pizza a cena; una birra gelata; un biglietto di Winnie Pooh con una preziosissima firma autografa; un’ora di sonno; lettere; un apocalittico cielo sfrangiato di grigio che io non avevo chiesto.
E la Nina appena aperta la porta che rideva vestita di rosa e scappava per il corridoio.

Poi è piovutoultima modifica: 2007-05-28T22:50:00+02:00da capecchi
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