Le stanze di Gaia

Sempre in bilico


A qualcuno oggi sono riuscita a consegnare le schede. C’erano i due bravi Alex e Marco, che avevano occhi luminosi e nerissimi. C’era quello strampalato di Francesco, c’era anche la dolce Sonia, prima di cascare incautamente di bicicletta fracassandosi la mandibola. Poi c’era il pianista stralunato che mi ha sorriso enigmatico dicendo “Ho saputo che ha consegnato certi fogli….”. C’era Lollo Della Maglietta  e c’era l’eterea Marta Della Leggerezza e pure qualche bimba agitata del corso C. C’erano certo anche alcune facce di pietra che avrei voluto non vedere, scavate e grigie nelle loro permanenti o, al contrario, male sbozzolate sotto acconciature orrendamente decomposte. Però l’aria era nel complesso luminosa, soprattutto nel piccolo giardinetto ingombro d’auto e io avevo appena finito d’ascoltare Fingertips di Stevie Wonder, dunque ero di buon umore. Abbastanza almeno per affrontare la riunione preliminare d’esame, scendere giù e rinchiudermi per più di un’ora senza alcuna possibilità di risalita: la professoressa di storia imprigionata dabbasso. La giornata ha comunque frullato insieme stati d’animo diversi, sempre in bilico e pronti a scivolare di qua e di là. Gli odori misti di scuola e, incongruamente, di mare, si sono sistemati per bene lungo tutte le ore vissute e alla fine hanno reso di parecchio migliore il parziale blocco postale.
Domani insomma c’è lo scritto d’italiano, che a me piace sempre tanto perché appena arrivo nell’atrio li trovo già tutti lì tesi e nervosi e io assumo l’aria seria dell’evento importante e definitivo, tanto per rendere il loro ricordo più memorabile. Dopo però, un’ora o due dopo, giro tra i banchi e dico qualche scemenza che mi faccia riconoscere, così loro ridono e rido anch’io, sciogliendomi nel bene e nel senso di inevitabilità più spietata.

 

Sempre in bilicoultima modifica: 2007-06-11T23:51:40+02:00da
Reposta per primo quest’articolo