Alla faccia di


Altro che mare; altro che vacanze. Il mio terrazzo è il posto più bello che c’è. Me ne sto lì sulla sedia di legno grezzo, avvolta nel pareo polinesiano a fiori arancioni, e chiudo gli occhi. Li riapro. Li richiudo. C’è questo vento costante e desertico, nessuna stilla di umidità e un cielo perfettamente azzurro, lucido d’estate. Ella Fitzgerald che Dario m’ha regalato canta accompagnata dall’orchestra di Chick Webb e a me viene da sorridere, così, senza alcun motivo – se si esclude il pensiero della Nina che si è addormentata in piedi appoggiata al divano, cavallino stremato di corse e pasticci. Mi sistemo meglio e lascio andare la testa indietro. In piazza XX Agosto qualche raro passante sembra assorbito dal nulla della città alle tre del pomeriggio. Mi sembra di sfaldarmi nell’aria, sprofondata nel blu o dentro le foglie di gelsomini, oleandri, gerani e photinie. Chiudo gli occhi, li riapro, li richiudo. Ho da pensare a ieri sera, alla scommessa vinta da Leo, alle lacrime delle bambine, alle facce randagie dei due Impermeabili che per un attimo non so perchè spalancano gli occhi e mi guardano in un modo che mi buca lo stomaco. Ho da pensare all’ossessivo piano-bar che latra Gigi D’Alessio senza pietà o rispetto. Al senso di straniamento che mi dà stare lì in mezzo a genitori e professori, invece che mischiata fra gli alunni, a dargli noia e strapazzarmeli come mi piace fare. Poi però alla fine tutti salutano tutti e tutti piangono un po’ e qualcuno gira inquieto fra i tavoli e sotto i vasi di fiori bordeaux e così le carte in tavola si stravolgono, finalmente, e io acchiappo la coda di rotolanti girandole di felicità e addii. Penso a tutto questo mentre mi tocco la braccia morbide di crema protezione 15, le gambe allungate sulla panchina, le unghie Magenta che luccicano nel sole. Che bello non fare nulla se non rimanere lì e modificare soltanto il punto d’appoggio, ma piano e con molle pigrizia. Chiudo gli occhi, li riapro, li richiudo, mi addormento un po’; mentre il vento sfoglia Orson Scott Card e io m’accorgo, proprio nel momento in cui questo accade, di stare passando un pomeriggio incredibilmente perfetto, alla faccia di tutti quanti.

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(Ella Fitzgerald, Crying my heart out for you. Canzone per quando c’è un terrazzo dentro cui sprofondare e sorridere)

Alla faccia diultima modifica: 2007-06-23T17:15:00+02:00da capecchi
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