Uno strappo


Dime que no
è un pezzo che ti piglia e ti ribalta. Sentilo là. Senti là come fa.

E’ ancora estate, siamo in qualche città deserta e fa caldo. Fa molto caldo. Quel caldo sfatto e definitivo, cui si può solo arrendersi. E i vestiti non stanno come devono stare, l’orlo della gonna si appiccica più su del ginocchio per colpa dell’aria bagnata e le scarpe fanno male e la camicia è stropicciata di sudore e smanie. Addosso, quei visi perlati di un’umidità cubana e fortissima. E’ una notte passata in strada, appoggiati a cofani di grandi macchine o contro pareti color pastello, ridicole contro l’oscurità rossastra dell’estate. Si beve quello che c’è e non sempre quello che c’è è fresco e consola. Ma si butta giù uguale, perché la gola si senta investire di qualcosa, qualunque cosa. Il piano si consuma e gli occhi si fanno più lucidi. La notte è enorme e avvolgente, cola giù precipite sulle teste di tutti come una pioggia estenuata e tiepida. Poi qualcuno prende a ballare. Con uno strappo improvviso qualcuno si alza e acchiappa una mano ed ecco appiccicarsi madidi nell’afoso notturno del sud, mentre fra i corpi non c’è più spazio né modo di respirare. E lenti, lenti, lenti muoversi al ritmo delle mani sulle percussioni, infilandosi negli accordi del piano, ancheggiando appena, senza spostarsi da dove si è. I piedi, fermi; le unghie, no: a dragare la pelle, incidere, ferire. E lenti, lenti, lenti dondolare accettando la caduta. Inspirare materialità e disperazione come solo chi non ha nulla può fare. Ballare avvinghiati, tenersi su per non cadere, appoggiarsi dove si può. Poi sentire le carni divenire liquide e lasciarle sciogliere, scivolare via, perdersi lungo le strade buie e terrose di Cuba, rovinosamente.


http://capecchi.myblog.it/media/01/01/8d1887db66f6025a8cd2672817517a87.mp3

(Roberto Fonseca, Dime que no, da Zamazu. Musica per notti in cui perdersi, lenti)

Uno strappoultima modifica: 2007-06-25T16:41:24+02:00da capecchi
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4 pensieri su “Uno strappo

  1. Il tuo modo di tradurre le emozioni della musica è cosi’ agli antipodi rispetto al mio che un giorno o l’altro mi piacerebbe che scrivessimo a proposito dello stesso album o concerto. Bello il sistema podcast che permette di condividere la musica, che invidia…..Ciao, Roberto

  2. beh…per essere…..no.

    …trooooppo sexy…..scusa ma solo il nome…

    a proposito del santo simone subito cristicchi genio…ho aggiunto qualche virgoletta….sai…
    dato il tuo commento ho dedotto che il messaggio non fosse chiaro

    mi pare strano ma cmq

    “voglio soltanto vederti sorridere in una pioggia di porpora”

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