I miei quattordici anni

(per Alex, lei sa perchè) Io me li ricordo bene i miei quattordici anni. La fine della terza media. Com’ero io e com’erano le mie amiche e di cosa si parlava e cosa si voleva. Io volevo andare al liceo classico e bruciare il violino, ad esempio. Ricordo tutto. Anzi, sinceramente la Simona che si volta indietro verso di me, … Continua a leggere

Dilacerandomi

Sciabordano insieme incredibili gioie e amarezze assolute; rabbie che a stento gestisco – ma invece devo devo devo. Il senso di fallimento battaglia con quello profondo di bene e soddisfazione. A una cena di terza solare, serena, piena di fotografie e risate, piena di regali e fiori posati sul tavolo per accoglierti, fanno seguito mattinate di altre terze orribili, spente, … Continua a leggere

Troppo forte

Questa città è violenta. Me ne accorgo quando esco, che vengo investita dal sole in piena faccia e da strisce d’autobus sbuffanti e gente che corre da qualche parte con espressioni che non distinguo. Tutto corre e gira troppo forte, non c’è nessun angolo dove mi possa mettere, dove io possa andare, dove possa, infine, respirare. Rumori estranei mi percuotono. … Continua a leggere

Spunterà davvero

Mi sbagliavo. Non solo non è piovuto, ma si sono sistemate in cielo certe nubi azzurre e rosa del tutto impreviste. Con un caldo che sembra fuori stagione solo perché non te l’aspettavi più. Con il ricordo dei temi letti stamani, con le lettere che qualche alunno dall’anima bella si mette in testa di mandarmi, mettendo insieme le parole proprio … Continua a leggere

Retromondi di tempesta

Sta per piovere. Cioè non proprio adesso ma tra un po’. Lo vedo, è ovvio. Sopra il solito Sacro cuore c’è un’aria che dice e non dice. Nubi vagamente luminose, ma retromondi di tempesta. Sono sicura che quando tornerò a piedi da via Albani, con tutto il corteggio dei professori, il temporale ci sorprenderà e scapperemo chi di qua chi … Continua a leggere

Altro?

Funi d’acqua, la bimba sfracellata che proprio adesso fa l’esame a casa, temi fumosi e colleghi discutibili. Altro? Oh, sì. La grammatica che non avanza, nessuna musica e nessuna idea di ascolto. Sì, sì, la giornata è umpf. Sì, sì, mi sto lamentando. Ma com’è che avrei solo voglia, invece, di indossare vestiti leggeri e andare a cena fuori in … Continua a leggere

Sempre in bilico

A qualcuno oggi sono riuscita a consegnare le schede. C’erano i due bravi Alex e Marco, che avevano occhi luminosi e nerissimi. C’era quello strampalato di Francesco, c’era anche la dolce Sonia, prima di cascare incautamente di bicicletta fracassandosi la mandibola. Poi c’era il pianista stralunato che mi ha sorriso enigmatico dicendo “Ho saputo che ha consegnato certi fogli….”. C’era … Continua a leggere

Un pomeriggio ruggente

Perchè nessuno mi invita mai a pic-nic di questo tipo? Un bel pomeriggio ruggente in scarpe da ballo, cappelli e gentilezze fuori tempo. Poi sedersi sull’erba, parlare di come ha suonato l’orchestra e di quale programma sia più accettabile per la domenica successiva. Scegliere tutti, di comune accordo, un giro a New York anche se fa caldo. Tanto c’è sempre una camera … Continua a leggere

Passato prossimo

Ho pianto tanto per quelle vecchie incancrenite nelle loro rughe cattive, ho bevuto un po’ di vino rosso denso dopo tanto tempo, ho mangiato appena accettabili lasagne al forno, mi sono lasciata inseguire lungo via Indipendenza da scie di sassofono coi suoi Anything goes. Poi sono tornata sola a piedi nella notte, sentendomi in definitiva abbastanza bene ma stordita e … Continua a leggere

Ultimo giorno di scuola

Per compiere la mia ultima camminata verso la classe, ho scelto consapevolmente Django Reinhardt, ma non saprei dire perchè. Erano le otto, come al solito pioviscolava e l’odore di New York che arriva dalla tavola calda dell’Autostazione impregnava già aria e capelli. La scelta musicale si è rivelata perfetta. Niente meno che. Sono arrivata nel cortile carica come una molla. … Continua a leggere