Santini


Tutto questo scrivere e affannarsi. E’ che ho sempre avuto paura di sparire, tutto qui. E’ come quando conservi il tappo di una bottiglia che hai bevuto quella sera che; o un biglietto d’autobus che reca date e orari. E’ solo il terrore che nulla sia mai esistito e che il tempo ti fagociti e che tu scivoli via dentro il buco di un lavandino. E’ allora che finisci per accumulare oggetti nei cassetti e parole da qualche parte. Ammassi righe edificanti e appendi in giro santini di te, in modo da dimostrare agli altri, ma soprattutto a te stesso, che esisti, che ci sei, che respiri. Tutto questo è un po’ triste. Rivela una mancanza di coraggio e la volontà stolida di circondarsi di quadretti memorabili della propria vita, in modo che appaia un po’ più dotata di senso. Ma tant’è. Il disgusto di me a tratti mi prende, se ci penso bene e a fondo, a questo insopportabile bisogno di disseminarmi qua e là e lasciare tracce. A questa cosa del terrore da sparizione. Ma siccome è proprio questo terrore che alla fine, evidentemente, mi schiaccia, sono sempre qui; e scrivo; e mi moltiplico; e disegno ghirigori di me sulla faccia di chi se lo lasci fare.

 

Santiniultima modifica: 2007-08-22T22:43:37+02:00da capecchi
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4 pensieri su “Santini

  1. Ho sempre conservato il mondo, stampo quasi tutto (alla faccia degli alberi, e poi in Europa abbiamo la silvicoltura). La vita continua a non avere un senso anche con i miei e gli altrui santini, ma, visto che abbiamo comunque bisogno di attribuire un senso a questa fatica (per carità, a tratti anche divertente e persino esilarante), i santini ci servono eccome. La tua persona, i tuoi scritti, il tuo affetto, i nostri comuni ricordi di domani sono ciò per cui ha senso sperare di svegliarsi il giorno successivo.

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