Il profilo del nuovo anno


Guardo farsi il profilo del nuovo anno da dietro una finestra che non è mia. Scosto un poco la tendina bianca, osservo le case, la strada giù, i cuscini sul davanzale di fronte messi lì a prendere aria. Le montagne in fondo. Qualcuno che passa rapido tagliando l’asfalto di sbieco. Il 2008 mi si compone tra le mani con memorie ritrovate, vecchi amici mai perduti che conservano ancora lo stesso sguardo nonostante il tempo, le ferite, le musiche radicalmente cambiate. Lo stesso sguardo lucido di carbone che mi ha accompagnato quando avevo qualche età di meno, molti anni fa.
Il computer a casa dei miei non funziona e io mi rintano qui, ascolto Miles e Prince, ascolto Chet, ascolto quello che io stessa ho scelto per me nelle settimane passate, per vedere se va bene anche adesso; e va bene. Scrivo qualche esercizio di grammatica, controllo che il felino stia bene, controllo di avere ancora acqua nel bicchiere e sono contenta di trovarmi in una casa che non ha scrivanie ordinate né il piano cucina in perfetto assetto da lucidatura. Perché solo così mi sento a mio agio, se posso affondare nelle carte ammassate, nei libri ammonticchiati, nelle cianfrusaglie di una vita che spesso costituiscono esse stesse, di per sé, una vita.
Guardo farsi il profilo del nuovo anno da qui. Aspetto che qualcosa succeda ma non so bene cosa. Però io aspetto uguale.  Mentre la musica si ferma, la casa tace e io riempio i buchi nello stomaco soltanto col silenzio.

Il profilo del nuovo annoultima modifica: 2008-01-02T13:05:00+01:00da capecchi
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