Life on Mars


Le vacanze sono sgocciolate via. Gennaio è qui. Ci si chiede come sarà. Devastatore e immorale, al solito; oppure più morbido e buono. Comunque si ricomincia. Sveglia prima delle otto, il tempo che scorre, vedere che succede a proseguire, a lasciare che le giornate scorrano così come devono, invece di sbattere tutto il tempo le ali intorno alle luci dell’albero di Natale.
Resta qui accanto al computer l’angelo con la lanterna per la notte, qualche cielo visto dalla macchina, caffè presi, vecchi peccati musicali inconfessabili e cantati per far ridere.
Intanto fai una pausa dalla grammatica, mentre Bowie dilata il tempo allungandolo come più gli piace; che poi sarebbe il regalo perfetto da chiedere alla Befana: tempo in più.
Mica tanto, un po’.

(David Bowie, Life on Mars, Canzone per dilatare il tempo)

 

Life on Marsultima modifica: 2008-01-06T21:07:05+01:00da capecchi
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20 pensieri su “Life on Mars

  1. Doversi alzare alle sei e quindici è già inaccettabile, non parliamo dell’alba sul vivaio. E i muscoli indolenziti per la lunga camminata sull’asfalto cittadino mi rammentano che fino a venerdì potevo permettermi di prendere un treno la mattina per la civiltà e tornarne solo a sera.

  2. La befana purtroppo non porta tempo libero!!! Il tempo libero appartiene a due classi: quelle indigenti e quele ricchissime ( che per fortuna sono la minoranza), noi comunissimi borghei e piccolo borghesi siamo condannati a consumare il nostro tempo tra lavoro ( spesso non gratificante) e lunghe ore per protrsi da casa al lavoro!!! E’ questa la cruda realtà!!
    fate come me: imparate ad avere un tempo libero mentale, guanrdando le cose con occhio distaccato, una sorta di dimensione epicurea.

  3. Andrea! Che sorpresa, che sorpresa. Come sono contenta della tua visita. Dov’eri finito? Un abbraccio anche a te.
    Sannitabiker, il problema è che di tempo libero mentale me ne piglio anche troppo. Ma troppo proprio.
    IGV …wanna gee! kansas city! underground (???)!

  4. Gennaio mio adorato gennaio. Tempi fisico in più, dici: da riempire con altra robaccia, dico. Di meno ce ne dovrebbero dare, la metà, così impareremmo a eliminare tutte le minchiate. Pensa a: “signora, per piacere, mi può portare il report per lunedì della riunione dell’altro mese?” e te: ” no, mi dispiace, devo levare tutte le minchiate, perchè da domani il tempo dura le metà”. Io, ho già iniziato. Io dico a tutti “no, questo non mi va”, oppure “no, non c’ho tempo per questo”. Oppure “no, non mi interessa per niente”. E tutti mi guardano straniti. Però poi fanno come dico io, non mi rivolgono più la parola se non per cose basilari, semplici. La spazzatura morale fa venire i cancri, insieme agli ormoni nella carne e nei coloranti. Io ci devo stare attenta. Tutti ci devono stare attenti. Bisogna vivere a lungo e felici. Appro posito. Ho fatto 33 anni dieci giorni fa, a tombola sono ‘gli anni del biondo’. Hehehehe.

  5. life on mars, è vero, dilata il tempo. nella mia testa fa sempre il paio con space oddity che inoltre lo svuota. tra l’altro life on mars è anche una serie televisiva inglese, che cita appunto la canzone. una serie con molte forzature narrative, attori non proprio eccelsi e con punte d’ingenuità a volte imbarazzanti. ma è la mia preferita perchè è l’unico caso in cui la mia suggestionabilità si è presa la briga di fare tutto il resto. un po’ come succede con la canzone.

  6. Susan, dopo Andrea anche tu! Una specie di ritrovo di vecchi amici, insomma. Bello. Un viaggio da voi sarebbe meraviglioso. Davvero. Così Filippo e Viola conoscerebbero la Nina. Che meraviglia.
    Juany, hai proprio ragione: meno tempo ma zero inutilità. E gli auguri per i tuoi 33 te li ho già fatti mentre sorseggiavi calici di champagne.
    Resi, anche per me Life on Mars fa il paio con Space oddity. Tutta una cosa di spazi e di tempi, di pieni e di vuoti. Vero.
    IGV, in effetti, è pazzesco che abbia scoperto David così tardi, no?

  7. Emmebi, infatti avevo tentato di mettere esattamente quella, ma non so perchè non sono riuscita a caricarla. E’ meravigliosa, sì.
    IGV, i Bad Plus a dire il vero non sono proprio il mio genere di jazz, ma quella versione lì, e tutto quell’album, sono spettacolari secondo me.

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