Nebbia

Nebbia. C’è un sacco di nebbia qua fuori. E tutto è ovattato. La voce dagli altoparlanti, le luci oltre la stazione, i frisccchhh dei treni sopra le rotaie. Scorre un tempo lento e chiuso. Scorrono le ore e la grammatica si dipana, la vita pure. Il tubo azzurro dove la Nina entra dentro sbandando pure quello, si srotola e s’arrotola. Tutto così, nell’ovatta spessa della nebbia, del cervello compresso e serrato, tutto bello bello pigiato insieme, con gli scambi di parole e lettere con l’amica fedele che ti ricorda Pacey, già, sempre lui, Pacey, di quando ascolta ascolta ascolta, poi sterza all’improvviso, così, e dice “Ok”. Scende, la pressa, la spinge, la guarda dritto negli occhi e fa: “Ma non sei stanca di parlare, Joey?”. Che bella quella scena. Che bella che era.

Nebbiaultima modifica: 2008-01-20T17:24:23+01:00da capecchi
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