Notte qualunque

Ieri notte la Nina si è addormentata contando monete sulla mia gamba. Stanotte mi si è attaccata al collo, gli occhi spalancati che mi guardavano, persi, a sentirmi cantare “un punto sei, che non ruota mai intorno a me, un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore”; questo all’infinito, all’infinito, all’infinito. Senza pause o respiri o tregua. La voce stonata che cantava, cantava e gracchiava mentre poi d’improvviso fuori solo le ruote sull’asfalto, sul comodino il bicchiere di plastica con il tappo verde, un estathe, un paio d’occhiali, il cellulare, una pinza per capelli di brutto colore, un libro. Cose normali. Pezzi di vita di una notte qualunque, in una casa qualunque, di gente qualunque.

Notte qualunqueultima modifica: 2008-01-22T23:40:18+01:00da capecchi
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2 pensieri su “Notte qualunque

  1. E’ quando che si sente parte del tutto, che si diventa felici di non essere diversi (speciali), che si è appena fatto il primo cammino verso la santità. Il cammino porta alla benedizione del dolore e, meglio ancora, al perdono del godimento. Gente normale, dici. Ma te sei speciale (diversa), perché parli a cento persone, e ognuna capisce una cosa diversa.

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