Senza direzione

Provo ad allungare un braccio, a vedere se emerge, sotto cumuli di detriti grammaticali. Non so più quante pagine mi sovrastano, quante mi schiacciano ingombranti, pigiandomi addosso le loro accuse puntute, nelle costole, nello sterno, nella gola, dappertutto.
E io oggi mi sento tutta storta, senza direzione.
In più son giorni che mi vedo davvero una faccia decomposta, con una pelle non luminosa, come solitamente mi pare invece che sia; e nonostante questo la piccola Giorgia dallo sguardo ombroso scrive che quando la Capecchi entra, s’illumina l’aula. A me verrebbe quasi un po’ da piangere perché se lo vede lei, allora, ecco, perchè non lo vedo io? Chè invece di solito me lo sento vibrare addosso, un piacevole senso di calore che si muove da qui a lì; e lo vedo perfino arrivare, sulle facce e i corpi degli altri.
Fuori dalla finestra c’è un enorme mostro di ferro blu. Anzi, no, guardo meglio e ce ne sono due, da oggi. Che strano. Non so a che servano, ma stanno lì sopra i binari della stazione e sopra c’è scritto Midolin ma davvero non so che significhi.
Il cielo intorno a quel blu è una spugna grigia e io potrei venire risucchiata là dentro, da un momento all’altro. E sparire.

Senza direzioneultima modifica: 2008-02-25T14:30:00+01:00da capecchi
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “Senza direzione

Lascia un commento