Febbre

Domenica di febbre. Che poi forse è l’unico modo per affrontare la domenica: febbre alta da mandare via, gocce da ingoiare nonostante l’amaro e kinder per far buono il palato. La Nina scotta e non mi vuole. Sta lì sul divano, tutta mogia, tutta calda, raggomitolata. Oppure si sdraia per terra, fra il letto e il comodino. E a me ricorda me, che strano, anche se non mi vuole e mi caccia. Così non mi resta che lavorare, correggere vecchie frasi di grammatica, ritrovare nomi luoghi complementi. Ricordarmi. Non mi resta che scrivere. Dal momento che oggi mi serve. Mi mancano molto i Radiohead, in questo pomeriggio. Per questo li metto e provo a vedere che succede. Magari affondo nelle note. Magari mi ci perdo. Magari il tempo si srotola in maniera diseguale. Magari. La solita immagine della notte e della macchina. Dove non importa che ci sia il mare, fuori. Ma importa solo l’andare, il non fermarsi. Che c’è, laggiù? E a che ora arriviamo? Nessuno sa dirlo ma in fondo a chi importa. Basta l’andare.


http://capecchi.myblog.it/media/00/02/5db8f31096d17ca7056a3524f445e17a.mp3

(Radiohead, Fake plastic trees, in The bends. Canzone per un tempo diseguale)

 

Febbreultima modifica: 2008-06-29T17:45:55+02:00da capecchi
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2 pensieri su “Febbre

  1. La Nina ha la febbre! Mi dispiace, povera piccola.
    Quanto alla macchina, partirei adesso, subito, con il prendisole giallo corto da casa e via! Via anche in montagna e in mezzo al verde, per tornare almeno almeno il 1° luglio. In qualche modo affrancata.

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