Tutte le giornate, così

Prendo il sole sul terrazzo con un top dello stesso colore dei miei gerani. Appoggio i piedi nudi sulle pesanti sedie di legno a vista piazza deserta. E penso a un sacco di cose.
Ad esempio a quanto mi piacerebbe picchiare a sangue Caparezza; oppure al fatto che nello stesso universo convivano pezzi come Badabumchacha oppure ‘Round midnight.
Penso al cappello di Thelonius, così enigmatico, così astruso sopra una testa altrettanto astrusa, fuori tempo in qualunque tempo e dunque davvero moderno. Com’è che ne parla Laurent de Wilde? Ah, già: Thelonius, o l’Arte della Caduta. Totalmente imprevedibile. Un assiduo frequentatore del disastro sfavillante. Lui che suonava e i locali si svuotavano. Perché la gente andava a sentire Bird e Dizzy, dall’altro lato della strada. Bird e Dizzy, eh. Quei due lì, voglio dire.
Penso che è una bella giornata, oggi. E che vorrei tutte le giornate, così. Piene di nulla. Il profumo delle magliette ad asciugare al sole, il caffè sulla scrivania, le parole derivate finite. Ridere per lo stesso identico dialogo ascoltato all’infinito (“Babbino mio, ma tu ce li hai i soldi per mandarmi all’estero a divenire uno scïenzïate?” “Ma certo che ce li ho. Mangia, adesso”).

Le giornate così, quando sorridi.  

http://capecchi.myblog.it/media/02/02/1171732659.mp3

(Thelonius Monk, ‘Round midnight. Musica del disastro sfavillante)

Tutte le giornate, cosìultima modifica: 2008-07-29T16:21:00+02:00da capecchi
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2 pensieri su “Tutte le giornate, così

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