Buon compleanno

Sei lì sul divano col nonno, adesso, e sei bellissima, con quella tua maglietta di pile verde e i capelli spettinati e i calzini antiscivolo con il procione; o forse è un orsetto. Eri bellissima ieri con la tunichina blu e la coroncina in testa che t’aveva messo Pepe, un bambino dal nome così, di quelli che non si sa se son veri o li hai inventati tu. Eri bellissima seduta su quelle panchine piccole, insieme agli altri bambini, a fare ciao con la mano verso il pubblico, senza sapere bene chi salutavi. Però eri felice, cantavi e muovevi le braccia a tempo, guardavi attenta la maestra e ridevi. Infatti io piangevo solo a vederti lì seduta. Sei bella quando canti Jeeg robot d’acciaio e gridi Tu sei Jeeeeeeeeeeeeeeeeg! lanciando pugni in aria. E mi piace che tu non sia di quelle bambine tutte fiocchi e smorfie, chè in giro ce ne sono e io le vedo, con le scarpine perbene e la gonna a posto, stirata. Tu la gonna la porti poco, anche se quando la metti sembri una specie di fatina  delle fiabe, ma insomma finisce che poi te ne vai in giro sempre con dei pantalonacci addosso e ora, per esempio, è tutto il giorno che hai il tuo “zanio” (lo zaino) sulle spalle, quello rosa con Titti sopra e gli animaletti dentro da portare a Pistoia. E mi piace soprattutto che tu sia tanto buffa e che rida molto e che sappia usare perfettamente il congiuntivo e il condizionale. Sei così piccola ma anche così già grande, con le tue preghierine perché mi torni la voce e i baci buttati sulla porta e davanti all’ascensore, l’ultimo dai l’ultimissimo. Così bella quando t’addormenti e dici che sei tranquilla perché sul comodino non ci sono più le medicine: me l’hai fatte portare via, non le volevi lì, accanto a te mentre chiudevi gli occhi. E io credo che non mi perdonerò mai quest’anno, che ero qui ma non c’ero mai, che ho perso tante buonanotti e tante facce tristi o allegre. Non so se tu lo perdonerai mai, a me, ma lo spero tanto, mia sciocca dolce bambina che mi dici che mi vuoi bene come un formaggino, come un tappeto, come un cuscino, come una finestra grande che arriva fino al tetto. Sei bella arrabbiata quando chiedi di fare una passeggiatina così ti passa tutto. E quando balli e canti Il lungo, il corto e il pacioccone. E sempre, sempre lo sei, soprattutto se stai male e hai le guance rosse e il naso che cola. Oppure se bevi il latte la mattina col babbo che ti pettina e i plasmon sciolti dentro. Ma dopo mangi le gocciole, almeno due. I tuoi tre anni son qui, un sasso, una scheggia, una pietra che spacca, dentro, ma anche un panino al burro, del miele di Winnie Pooh, i tuoi capelli morbidi, la consistenza piena delle tue gambe identiche alle mie e la piega che fa la bocca quando dormi. I tuoi tre anni son queste braccia intorno al collo perché Mamma ti proteggo io.
Buon compleanno, sciocco amore mio, dalla tua sciocca mamma. Anche lei ti proteggerà. Sempre.


http://capecchi.myblog.it/media/00/02/2004437963.mp3

(Il lungo, il corto, il pacioccone. Canzone per i tre anni della Nina)

 

Buon compleannoultima modifica: 2008-12-20T00:08:00+01:00da capecchi
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