Vigilia di Natale

alberino2.jpg Vigilia di Natale. Nebbia quasi fitta e freddo di quelli che cammini e ti senti incidere la faccia da lame sottili, puntute. L’albero è pieno di cuori e di regali. E soprattutto è vero; infatti perde un sacco di aghi e sparge profumo intorno. Il frigo è pronto di ciò che serve e anche di ciò che non serve, come del gelato cioccolato gianduia e nocciola. La tosse mi perseguita e mi mangia le notti ma pazienza. Non rinuncio ai portici, a via Oberdan con il musicista che ha cambiato strumento e quest’anno suona lo xilofono invece della fisarmonica. Via delle Drapperie è il solito profumo di formaggio, mortadella, pollo arrosto e ripieno di tortellini. La amo così, la mattina del 24, struccata, con gli occhiali, nascosta dentro una sciarpa di cachemire nera, morbida, grande; mentre mi urtano di qua e di là grandi signori con donne pettinate di fresco, che indossano pellicce. Torno a casa piena di borse, pacchi e con le braccia stanche. La città aveva strade deserte, silenziose e lunari anche alle undici del mattino; altre invece piene, grossolane ma belle. Io ricevo messaggi, scambio auguri, mi compro lo sciroppo per la tosse. Non so: mi viene da pensare che un po’ appartengo a tutto questo, un po’ no. Risucchiata là dentro ma anche distante, aerea. E’ un Natale che aspettavo. E’ un Natale che è qui. Ed è strano, perché quello scorso è ancora qua dietro.

Buon Natale. A quelli che passano, che vanno via e che tornano. Ma soprattutto a quelli che mancano ma son sempre qui.

 

 

 


http://capecchi.myblog.it/media/00/00/839322020.mp3

 

(George Cables Trio, Have yourself a merry little Xmas. Musica per vigilie di Natale con tosse, aghi di pino e tortellini)  

Vigilia di Nataleultima modifica: 2008-12-24T16:20:00+01:00da capecchi
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9 pensieri su “Vigilia di Natale

  1. Mi manca camminare per Bologna prima di Natale, negli ultimi anni ho quasi sempre fatto qualche acquisto natalizio sotto i portici; mi manca una città affollata di gente, di negozi, di edifici, di mezzi pubblici, di cassonetti disseminati ovunque. Sono fatta così, sono quella dell’albero di plastica, affatto sensibile al profumo del vero abete. Mi manca chiacchierare del nulla, spensierate, io e te. E ridere, io e te.
    Buon Natale, Gaia!

  2.  
    Sono davvero “SORPRESO dalla gioia” nel poter accedere -nuovamente- alle -pieghe delle- sue stanze.
    Qualche tempo addietro non potevo più accederVi, mi diceva che occorreva essere “registrati”.

    Colgo l’occasione per AugurarLe Tanti Auguri anche se, sembrano/possono sembrare formali, invece sono molto vellutati/felpati/”””timidi”””.

    -Rinnovati Auguri-

    …la vita è e resta l’unica occasione per fare qualcosa di noi stessi
     

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