Omini

omini.jpg Omini a Termini che si tiravano mazzi di fiori gialli in testa e si scambiavano regali. Si muovevano buffi su tutti gli schermi. Intorno. Ovunque ti giravi. Sorridevano. Avevano teste tonde, gambe secche e a volte i capelli a molla. Ma anche come spaghi. A me piacevano questi omini di Roma. Mi facevano compagnia. Mi guardavano, stavano lì, non se ne andavano mai. Neppure, per dire, quando partivano le metropolitane o i treni. Non c’era da rincorrerli e non trovarli più, giù per le scale mobili dopo che si era detto l’ultimo oh. Li hanno visti tutti quegli omini di Roma ma io son sicura che eran lì solo per me; e mi facevano le facce tenere apposta.
Qualcuno poi aveva il corpo e il cuore esattamente uguale al mio: disegnato a matita.

Ominiultima modifica: 2009-01-06T00:38:00+01:00da capecchi
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6 pensieri su “Omini

  1. E’ sempre rincuorante passare di qua, sempre.. Sopratutto se ricevi quel no odioso da parte del ragazzino moro e con gli occhi grandi della classe Quarta accanto alla tua. Ha presente quel tipo di no che non ti aspettersti mai e poi mai? Quel no che dopo messaggi su messaggi, dopo baci sulla guancia veloci, delicati, strappati alla ricreazione e alla mezzanotte del 31, dopo aver indovinato il profumo che porta, dopo aver riconosciuto il suo odore tanto cercato, arriva fastidioso, improvviso e inspiegabile? … Ecco, quello.

    Ebbene, non rimane che passare di qua e cercare quei post non ancora letti per buttartici completamente dentro.
    Un Felice Anno, pieno di soddisfazioni e sorrisi..

    Un abbraccio

    P.S. Ha avuto modo di leggere il libro di Giordano, La solitudine dei numeri primi?

  2. Mia belllissima Vale dai capelli ricci, il sorriso enorme e le frasi buffe. Il ragazzino moro dagli occhi grandi dev’essere pazzo, su questo non ho alcun dubbio. I no sono sempre dolorosi, sempre. A gennaio, poi, di più. Ma il suo, magari, si trasformerà in un sì, se rinsavisce e ti guarda, anche solo un attimo, per davvero.

    Buon anno a te, che sia pieno dei sì delle persone giuste.

    Ti penso spesso. Sorridente, premurosa e bella come sei.

    p.s. Ancora non l’ho letto, tu?

  3. Già già, i no detti a Gennaio sono ancora più brutti; aspettiamo la Primavera e i fiori che sbocciano allora! Ah ah..
    Comunque si vedrà, la manterrò ovviamente aggiornata =)
    Grazie per quello che ha scritto, grazie davvero.

    Eh si prof, “La solitudine dei numeri primi” l’ho letto, eccome se l’ho letto! E’ uno di quei libri che ti rimane regolarmente e costantemente tra i pensieri per almeno i due mesi successivi. Avevo voglia di raccontare a tutti di questi due ragazzi, con personalità così particolari.. La storia tratta proprio di Alice e Mattia, bambini che vengono segnati, in situazioni diverse, da due episodi stravolgenti. E il racconto continua con la loro crescita, il loro incontro, la loro amicizia che si consolida sempre più.. Il resto lo lascio a lei.
    Paolo Giordano, l’autore, ha ricevuto il premio Strega e sono state vendute tante tante copie.
    La storia m’ha presa sin dalle prime righe; glielo consiglio caldamente.

  4. dev’essere proprio speciale, quella matita, se lascia segni indelebili in tutti quelli che in qualche modo ti trovano sulla propria via, non trovi? una specie di matita copiativa, che lascia impronte negli altri senza che sbiadisca mai l’originale.
    un abbraccio grande grande.
    quegli omini, di cui si vedeva anticipazione a Bologna e a Napoli, tutti convergenti verso Roma, avevano colpito pure me, e ci evrei scommesso su quanto ti sarebbero piaciuti.

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