Un anno fa

Ve lo ricordate il freddo e la quasi pioggia? Quel vento tagliente, impietoso, che segava in due le mani e spezzava le labbra? Ci si stringeva in bozzoli di calore, voci gridate, parole sillabate tanto per non sentirlo, che ci stavamo sgretolando in pezzi. Corde esili che pure sorreggevano; e piedi scalzi. Quel febbraio gelido che non riusciva a spengere i nostri sorrisi improvvisi. Lo ricordate quel senso prezioso del tutto da fare, del mischiare talenti, del perdersi insieme in un progetto? E le nocche delle mani che diventavano bianche e le palme invece rosse, perché i banchi eran duri e picchiare forte faceva male; ma benissimo, per la miseria, benissimo. E quella luce calda che c’era qua dentro? Quel far piano e forte, quel dire a tempo, quel pudore goffo della vostra età e lo stupore commosso della nostra? Quel parlare d’amore e rispondere di lacrime, che eravamo davvero, e tutti, anime affannate perse in qualche tempesta. Vi ricordate, voi, quanti strumenti c’erano per terra e chi li suonava e come e quando? Ve lo ricordate quanto tutto appariva straordinariamente semplice e arruffato, insieme? Che sembravamo poter prendere il mondo e spaccarlo in due, come un’albicocca o un pezzo di pane, solo perché eravamo insieme, le spalle vicine, i fiati confusi. E quei giorni per me a volte sono un cartoccio di ore gonfie e calde, che stanno qua nello stomaco a intiepidire buone. Ma a volte sono un buco, uno strappo muto e mi pare che nulla, davvero, potrà mai riempirlo.
Vi voglio bene, accidenti. Vi penso spesso, vi ricordo uno per uno e mi mancate come manca qualcuno con cui si è costruito insieme un muretto fuori da casa o una cuccia per il proprio cane in giardino. E anche se nessun diavolo di commissione, dopo un lungo anno, si decide ancora a dirci cosa ne è di noi, per me abbiamo vinto.

http://capecchi.myblog.it/media/00/01/2025263363.mp3

(Anime affannate. Dalla colonna sonora originale di Gianni Puri, suonata da tutti gli alunni della IIIB, scuola media Irnerio di Bologna, anno scolastico 2007-2008)

Un anno faultima modifica: 2009-02-04T16:09:00+01:00da capecchi
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8 pensieri su “Un anno fa

  1. Per stare sulle tue stesse ‘onde’ (nonostante il freddo riesco a ‘camminare sulle acque’):
    “Asfalto bagnato. Fischia il vento (e mi gorgoglia il ventre: sono a digiuno). La città mi scivola accanto, sopra, sotto… Ma sento qualcosa d’incombente, c’è ‘something new in the air’… una sorta di ‘fighting stimmung’. Devo aderire al mio ‘fatum’, accoglierlo (sia pure in posizione fetale – il kamasutra è per il momento in stand-by). Sarò un macho fatal, ma ogni tanto bussa la femme.
    La vie en rouge (vue de droite). Lascio il club dei sogni, allungo ancora il passo scavalcando il tempo (è giunto il mio kairòs), dondolo ondeggio sbando scivolo (è una cover: mi piace assaggiare le ciliegine); poi lei, la tigre che divora, mi raggiunge e procediamo affiancati: la casa ‘deputata’ è vicina, inutile sprecare energie.
    Suoni sincopati e barriti alla Miles Davis mi inseguono, sbucati da chissà dove: mi sento come un ‘miles gloriosus’ nella giungla urbana. Me ne faccio una ragione: nel patchwork di stoffe e colori, nella jam-session (in jeans) di suoni, parole, flatus vocis, qualche gemma pure ci sarà.
    Tutto il mondo dorme. Respiro a plesso solare aperto, mi ricarico guardando la luna piena e mi disintossico inspirando la polvere delle stelle. “Mugola in lontananza un aspirapolvere…”

  2. Nicola: non so se sono le stesse onde, ma grazie d’essere passato.
    Marina: tutto, sì, certo. Tutto quanto.
    Stef: onorati noi della tua presenza.
    Juani: eeeeeeeehhhhhhh. Era bello bello. Invidia comprensibile e bene accolta.
    Fabio: di nulla; anzi grazie a te.
    Gioele: ahahahahah, Gianni e la batteria, davvero! E i tuoi piedi nudi? Ce li vogliamo scordare??? Beh, a parte questo i vostri “La amo prof” mancano parecchio. Fa bene rileggerli qui.

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