Taumatropio

E’ impressionante l’arroganza che si ha nella convinzione di conoscere il prossimo. Uno sorride, scherza, trascina gli altri e di certo sta bene, è uno che si mangia il mondo a morsi, guardalo lì come brilla. Quell’altro invece ha una faccia che si vede si schianterebbe volentieri contro il primo muro, si riversa per terra accasciato contro le porte a piangere e insomma per forza dovrebbe andare in cura, perchè è preda della depressione e dell’infelicità.
Che follia.
Nessuno conosce nessuno. Tutti hanno, degli altri, piccoli pezzi, frammenti, specchietti per le allodole. Rifrazioni minime di quello che si è, della vita che uno vive. Per lo più sono le porzioni di sé che uno sceglie di dare, di volta in volta e senza farlo apposta. Nessuno – nessuno – sa come un altro sta. Perché spesso nemmeno quello che ride, piange, grida, impreca, salta o dorme sa esattamente come si sente, se non in quell’attimo preciso. E’ tutto un immillarsi di momenti, tutto uno sfrangiarsi. La vita è un taumatropio. Tutto cambia a secondo della faccia, del disegno e della velocità del movimento.
Viviamo in continuo anonimato, anche di noi stessi. Dunque non c’è nulla, nulla di più grave, che misurare gli altri guardando la propria, di facce, inconoscibile pure a noi
Il consiglio di applicare ogni giorno su di essa un velo di Éclat originel Chanel è comunque sempre una buona regola di vita.

Taumatropioultima modifica: 2009-03-27T17:33:51+01:00da capecchi
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