Non ballerina swing

Non ho capelli da ballerina swing, né faccia. Odio portarli legati, tirarli su e anche – tantissimo – odio andare dalla parrucchiera. Così quando ballo li lascio tutti sciolti, come sempre. Giù giù giù.  Diventano poi spettinati; e sudati; e scomposti. Me ne vergogno. Ma se mi guardo allo specchio mi riconosco, sicché va bene. Della ballerina swing non ho nulla (bugiarda: ho decine di scarpe; ma porto sempre le stesse tre: Remix Anita argento, rosse e soft gold). Soprattutto non ho un corpo da ballerina swing – o da ballerina in generale. È la mia maledizione: fare qualcosa che con furore amo ma per cui il mio corpo non è stato creato. Le altre volano, hanno abitini cortini e jeans a vita alta con magliette a righe. Onde nei capelli e braccia sottili. Potrebbero prenderle tutte e scaraventarle negli anni Venti, con quei vestiti con le frange e i capelli da maschio; e loro ci starebbero benissimo. Flappers precise, lucide, giovani, disegnate a china. Io no. Pur amando disperatamente quegli anni là di Francis Scott F., se mi ci dipingessero dentro io di certo uscirei dal quadro. Mi vedo piuttosto come una Janis Joplin più pulita e meno drogata. Stivali di pelle, abiti a fiori e collane lunghissime. Per migliore amico un chitarrista cattivo con risposte cattive, che però non ti perde mai di vista e sa sempre come stai. Una donna poco filologicamente rispettosa della musica che ama e balla. Ma la balla uguale. Pestando sul pavimento, rovesciando il cuore da dentro a fuori, ballando e basta. Infatti sono due i tipi di ballerini con cui ballo bene: quelli che si divertono, e ridono e sono lì perché vogliono vederti sorridere, ridere, anche sbagliare ma sempre ridere, fare un po’ i cretini, abbracciarti, chiunque essi siano – tipo l’indiano in maglietta rossa che saltellava come una cavalletta e rideva con me e si divertiva e si prendeva il sole del parco in faccia senza aver paura di nulla. Due tipi di ballerini, dicevo, fanno per me: il primo l’ho appena detto; il secondo: quelli che mi vogliono bene. Solo così, alla fine, mi dimentico di tutto: chi sono e dove e quando. Che vestito porto e quanti anni ho. Chi se ne frega di tutto. Del caldo, del sudore, delle signorine a modo. Madonna che gioia, madonna che sorrisi. Balliamo; e lasciamo che tutto si sfrangi in un un’eco calda e irrispettosa delle regole, piena solo di quello che vogliamo noi. Adesso, qui e ora. La mia carne da non ballerina swing non si è mai sentita meglio.

Non ballerina swingultima modifica: 2018-10-10T19:43:41+02:00da capecchi
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