Istanbul, l’imprendibile

Mentre percorro in taxi la strada dall’aeroporto al centro di Istanbul, mi guardo intorno e vedo Casalecchio di Reno; o i palazzoni del Pilastro; ma anche certi svincoli più desolati dell’asse attrezzato. Poi allo smilzo tassista in giacca traslucida grigia suona il cellulare e dentro la macchina ecco “Lasciatemi cantaaaare, sono un italiano”. Fuori dal finestrino c’è un mare piatto … Continua a leggere

Il parchetto

Non so dire quando abbia preso ad amare il parchetto fuori di scuola. Forse addirittura due anni fa, nei miei arrivi con gli occhi pesti e le notti insonni sulle spalle. Quelle panchine di legno che mi accoglievano, quando spersa guardavo le facce estranee che mi circondavano; quando aspettavo l’ora di rientrare in classe; quando volevo starmene sola a piagnucolare … Continua a leggere

Prisma

Oggi Bologna era un prisma. A ogni svolta mi sembrava d’essere da un’altra parte; e in un altro momento. Per un attimo, quando ho distolto lo sguardo dalla vetrina e ho camminato rasente il muro sotto la misteriosa via De’ Musei, ero a Roma, era dicembre e i sanpietrini sbrilluccicavano per terra. In via Drapperie c’era invece Parigi, c’erano i … Continua a leggere

La città che non esiste

  Ogni volta mi scordo quanto mi manca Firenze. Di fatto quando non ci vado non esiste. Appare dal nulla solo quando sono lì. Esiste in quel momento: ed è allora che mi punge vigliacca la fitta della mancanza. Ma comunque Firenze è bellissima; soprattutto quando la notte è appena piovuto e le pietre traslucide scivolano sotto i piedi. Oppure … Continua a leggere

Vorrei scrivere

Vorrei scrivere tanto su Torgiano e la mia settimana preferita dell’anno. Sulla casa della piscina e sulle stradine in salita, gli ulivi e il tartufo. Tutte quelle notti in cui le stelle sembrano proprio vicinissime, il sistema d’irrigazione parte all’improvviso facendo swisch e c’è una nube d’acqua che brilla fuori di casa. Scrivere solo dei piedi nudi e della pelle … Continua a leggere

Una città inchiodata nel tempo

  Arrivi di notte e per quanto ne sai potresti essere a Tangeri, Baghdad, Timbuctu. Colpa del vento; fortissimo. Ma anche delle luci opalescenti là in fondo oltre gli aerei e soprattutto dell’odore inavvertito di terra bruciata che sale su per il naso. Poi c’è la corsa in taxi con gli ulivi fuori. E intorno la città di pietre e … Continua a leggere

Ancora a Londra

Londra stavolta era piena di fiori e di freddo e d’elefanti. Di sciarpe di lana avvoltolate addosso ma inutili, piccole. Di stanchezza la sera, di fagotti nel letto e servizio in camera. Di bisogno di tempi larghi; e pieni. Si usciva la mattina infilandoci da Eat, una luce calda e il croccare morbido della pasta del croissant sotto i denti. … Continua a leggere

Un vestito stretto

Quando son qui mi succede sempre di sentirmi dentro a un vestito stretto. Sgomito, mi stiro il collo, ho il fiato corto. E mi fa male questo senso di non corrispondenza. Il freddo che mi tortura, facendomi provare un acuto senso di colpa, e il passato che m’acchiappa, le vecchie foto, la vicina, l’amato gatto, le mattonelle variegate per terra. … Continua a leggere

A Londra

  A Londra tutto è lucido. Non c’entra che il cielo sia spesso grigio. I confini sono netti; e anche il grigio ha una forma, lassù. Non c’è indistinzione di profili, spazi, colori. I rossi sono rossi e i blu sono blu. Tutto va a colpire là dove deve, per lo più in maniera imprevista. Ci sono strade la mattina … Continua a leggere

Viaggio

Mi piace leggere chi scrive di viaggio. Vicino, lontanissimo, di due giorni o un anno, che importa. Ma mi piace sempre quando leggo di qualcuno che piglia e va da qualche parte. Magari durante il viaggio incontra qualcuno, rivede degli amici che non vedeva da tanto tempo, pranza con persone nuove, si ricorda di sé oppure piuttosto se ne dimentica … Continua a leggere