Autunno

L’autunnale piovosità di oggi si è sfrangiata in pozzanghere d’incontri. Sopra una panca d’angolo il mio fotografo ufficiale m’ha offerto un caffè lungo in tazza rossa, giusto per assecondare il colore della gonna annunciata. In piazza Brunelleschi m’ha abbracciato un vecchio alunno della Benedict Cruz, la pazzesca scuola cinque-in-uno dove insegnavo diversi anni fa. Nel sottopasso della stazione m’ha accolta il solito fornitore di estathè da viaggio, modulando in ritmi da stadio “Prof alè alè“. E prima che salissi sul treno m’ha acchiappato all’ultimo l’alunnina smilza e biondetta che studia al liceo artistico. Lei in classe stava sempre zitta, occhi grandi e spalancati, bocca sottile e serrata, ultimo banco accanto alla finestra. A fine anno io le regalai una maglietta che non mi stava più e lei mi consegnò un piccolo disegno che conservo ancora, qui nel cassetto alla mia sinistra: raffigura una pazza che salta in aria coi capelli sparati da tutte le parti – ghigno deformante, occhi spiritati e sega elettrica in mano. La sottoscritta, naturalmente.
Già, l’autunno può dirsi iniziato oggi e così, in modo clemente.

Autunnoultima modifica: 2004-10-27T23:50:00+02:00da capecchi
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