L’ignoto

Non so se siete mai stati a una mostra in mezzo a un parco, d’autunno inoltrato. Ebbene: fatelo. Scegliete un luogo con finestroni altissimi, soffitti lontani, gente rada. E perdetevi. Sarà bello girare intorno a misteriose sfere di terracotta, decifrare messaggi nascosti nei quadri, essere inghiottiti dal buio e uscirne subito, per paura, per bisogno di respirare: dove sono? Che … Continua a leggere

La borraccia nera

La mia borraccia nera con la scritta gialla – Umbria jazz – è ammaccata. L’ho scoperto stamani appoggiandola, come sempre faccio, sulla cattedra. Il fatto ha creato in me una specie di sussulto; una crepa nell’ordine normale delle cose si è aperta lasciandomi sospesa, perplessa. Quando è successo? Voglio dire: quando la borraccia è caduta e ha sbattuto così forte … Continua a leggere

Loro

Cosa può fare un cappotto rosa shocking. Cosa possono dei Doctor Martens con la suola grossa e la cerniera davanti. Finisce che vai a scuola praticamente invincibile. Ci son mattine così, che potresti fare tutto: tirar su un’ala nuova dell’edificio con i banchi da sistemare come e dove piace a te, riscrivere da cima a fondo tutto Il Principe e … Continua a leggere

Con ottusa cecità

Amo furiosamente l’America. Con stolida ferocia e ingenuità. La amo di occhi, di cuore e di pancia – soprattutto di pancia. Laddove un groviglio di passioni e paure e desideri s’arrotola indistinto senza farsi riconoscere.  La amo lì, in quel punto preciso del corpo fatto di fame e urgenze. Amo da sempre con ottusa cecità l’America. E odio questo posto. … Continua a leggere

Un orso

Oggi è stato avvistato un orso sul campus. Qui non leggo mai. Le due frasi non c’entrano nulla l’una con l’altra. Oppure invece sì. Qui, come sempre, non leggo se non cose per le lezioni. Middlebury succhia via anima, tempo e sonno. Quando avanza mezz’ora, si dorme; ma è difficile che avanzi. C’è sempre qualcosa da fare, un compito da … Continua a leggere

Tutti lo sentiamo

Sono ripartite le gite scolastiche, le cene di pesce e le prenotazioni americane. Tre cose apparentemente distanti eppure, per me, molto vicine. Forse perché passerei tutto il tempo a mangiare vongole e ballare in salotto; o scattare fotografie agli alunni sull’Arno quando è grigio e intorno pioviscola; o pensare come si sta in quell’angolo del Lower East Side con l’insegna … Continua a leggere

Questi alunni

Ho un alunno tutto spettinato che quando risponde alle domande non smette un secondo di torturare la manica della sua camicia, proprio all’altezza del polso; eppure va avanti e dice tutto quello che c’è da dire. Poi lo mando a posto con il voto e lui mi dice: “Grazie, gentilissima”. Un altro mi fa i giochi di carte a ricreazione … Continua a leggere

Stardust memories

So perfettamente dove eravamo e quando: proprio nell’istante prima che si sollevassero le mongolfiere in Stardust memories. Tutti col naso in su a guardare il cielo, le luci appese nel vento, i gazebo bianchi e quelli che andavano via senza voltarsi indietro. Tutti ad aspettare che gli alieni tornassero a dirci qual è il senso della vita e che viviamo … Continua a leggere