Taxi

T’infili nel taxi e la città – Bologna, New York – scivola via lucida e notturna anche se sono le sette di sera. Pensi a un sacco di cose; a nulla. Guardi i fari che brillano, è quasi Natale e osservare tutto da dietro i finestrini è la condizione perfetta per raggiungere una chiaroveggenza svagata e leggera, che dura un … Continua a leggere

Forestieri

Domenica. Sgocciola un novembre grigio e brumoso, di fumi bassi e ombre misteriose che sgusciano dietro gli angoli. Uno di quei pomeriggi come solo ad Aosta, o forse a Trento, potrebbero capitare. Si cammina via veloci infilandosi nelle case, spaventati e ugualmente affascinati dallo stesso fatto: gli altri ci vedono sempre come forestieri. Delle loro città, delle loro storie, delle … Continua a leggere

Nonostante

Settembre è iniziato; poi è sparito senza quasi che sapessi cosa stava succedendo. Catapultata dalla California a un’orribilmente calda Bologna non mi sono granché capacitata che tutto era finito, che avevo detto addio, che allora dai, forza, era il momento di ricominciare da capo. Settembre lo odio sempre, quindi forse è un bene che sia passato un po’ così, tutto … Continua a leggere

Campo di mine

Jimmy Fails salta sullo skateboard e con uno schianto secco si butta giù, lungo le strade di San Francisco. Dietro, appare e scompare il Bay bridge, d’argento e nebbia. La musica di Emile Mussari è tutt’intorno, ci cola addosso con suoni fondi di fiati e poderosi respiri d’orchestra. Davanti, i nostri occhi spalancati. Le ruote frusciano sull’asfalto, sbattono, scivolano. Un … Continua a leggere

Brillano ovunque

Un ritaglio di luna, altissima e zitta, guardava tutto. Gli arrivi uno dietro l’altro, i bicchieri che si rompevano e i saluti finali: io seduta sulla sedia bianca, che mi svegliavo a soprassalti mentre tutti mi venivano a dire qualcosa, dare un bacio, offrirmi la spalla per dormire. È stata una serata lunga e corta corta, come sempre. Piena di … Continua a leggere

Elio e l’estate del 1983

Sentirsi Elio, esserne la madre. Dover essere la madre. Senza che nessuno ti abbia avvertito prima che invece tu a qualunque età ti sentirai sempre come in un’estate del 1983, con Paris latino che arriva dalla finestra aperta. Una notte d’agosto in cui t’affacci fuori e annusi l’aria di tigli e bomboloni fritti in qualche sagra vicina. Io comunque nell’estate … Continua a leggere

Segnali

Io lo odio, marzo, con le sue giornate ventose e incomprensibili, storte. Un mese inutile, non all’altezza delle aspettative di primavera né dei nostalgici rimasugli d’inverno. Manca tutto, a marzo. Il caldo, il freddo, un giorno importante, un rito da rispettare. Fiori rosa spuntano ovunque e tuttavia non c’entrano nulla: il giorno dopo magari nevica; o esplode l’estate. E così … Continua a leggere