Lettere dalla cattività / 2.

Trentotto giorni da quando la scuola è chiusa; e dall’ultima volta che ho bevuto whiskey. I due fatti sembrano non incastrarsi l’uno con l’altro. Eppure dicono quasi tutto quello che c’è da dire su di me. Inoltre sono entrambi laggiù lontani schiacciati pigiati in un tempo impossibile: il dubbio è che non siano mai esistiti, né la scuola né il … Continua a leggere

Buon compleanno

  Oggi è freddo come sei anni fa e c’è fuori la stessa luce chiara e rosa. Sotto l’albero t’aspetta un enorme pacco che stamani non hai voluto scartare e gli occhioni son tutti pronti per gli auguri; compreso il Capitano, che sfoggia orgoglioso le sue ferite di guerra londinesi. Io invece l’anno scorso ho avuto il primo degli immagino … Continua a leggere

Cinque stanze

La primavera mi uccide, come sempre. Oggi, ad esempio, ho dormito tutto il pomeriggio. Oppure mi capita di camminare per la città e cercare scarpe e impermeabili che non trovo. In questa primavera scrivo poco perché se scrivo mi vengono in mente solo due cose: gli alunni e la casa. Spacco infatti le giornate esattamente a metà, tra la scoperta … Continua a leggere

Primavera rotonda

Le primavere si scambiano l'umore, pare. Infatti a una scorzosa e affatto indulgente ne segue un'altra dolce, soffice e rotonda – pesca succosa da mordere. Ieri è arrivata la mia grammatica, con copertina blu e titolo semplice, Regole e scrittura: mi piace, è bella, è chiara. Poi la casa la casa la casa. Passo le giornate disegnando e sfogliando riviste. … Continua a leggere

Un mese rapace

E' una brutta giornata di gennaio. Gennaio è un brutto mese e io lo odio. Solo una volta il gennaio è stato come dicembre; ed era il 1995. Ma questo, come tutti gli altri, è un gennaio orribile, cupo e senza spiegazioni. A gennaio si soffre, non c'è altro da fare. O ci s'incazza. O si maledice ogni mattina quel … Continua a leggere