Elio e l’estate del 1983

Sentirsi Elio, esserne la madre. Dover essere la madre. Senza che nessuno ti abbia avvertito prima che invece tu a qualunque età ti sentirai sempre come in un’estate del 1983, con Paris latino che arriva dalla finestra aperta. Una notte d’agosto in cui t’affacci fuori e annusi l’aria di tigli e bomboloni fritti in qualche sagra vicina. Io comunque nell’estate … Continua a leggere

Segnali

Io lo odio, marzo, con le sue giornate ventose e incomprensibili, storte. Un mese inutile, non all’altezza delle aspettative di primavera né dei nostalgici rimasugli d’inverno. Manca tutto, a marzo. Il caldo, il freddo, un giorno importante, un rito da rispettare. Fiori rosa spuntano ovunque e tuttavia non c’entrano nulla: il giorno dopo magari nevica; o esplode l’estate. E così … Continua a leggere

Tutto d’un colpo

Un’ingannevole primavera mi ha sorpresa l’altro giorno all’uscita da scuola, mentre i ragazzi sciamavano a due a due via dalle aule e dai banchi. La sua evidenza era ovunque: i colori, i suoni, gli odori, tutto era lucido e croccante come un rametto d’olivo verde quando è verde; un’aria pungente ma generosa ci sospingeva verso casa leggeri, certi che dietro … Continua a leggere

Più dicembre di sempre

Se non scrivo almeno entro la fine dell’anno, qualcuno poi di sicuro mi sgrida. Sicché eccomi, la notte del 30 dicembre, a dire nulla nel buio e nel silenzio; neppure il fischio del treno si sente, adesso. Insomma il penultimo giorno dell’anno è quasi sparito e io mi ricordo perché amo tanto la settimana da Natale a Capodanno: sospensione perfetta … Continua a leggere

Quella roba che ci piglia

Mesi dello struggimento: luglio e agosto, perché in America tutto ti attraversa temporaneo e quindi sa già di finito mentre accade. La nostalgia si dispiega cioè nell’attimo stesso in cui fai quello che fai e non hai scampo, mai, da te stessa. In pratica appena atterri e devi ancora superare i controlli, l’America ti manca già, in un modo idiota … Continua a leggere

Non ballerina swing

Non ho capelli da ballerina swing, né faccia. Odio portarli legati, tirarli su e anche – tantissimo – odio andare dalla parrucchiera. Così quando ballo li lascio tutti sciolti, come sempre. Giù giù giù.  Diventano poi spettinati; e sudati; e scomposti. Me ne vergogno. Ma se mi guardo allo specchio mi riconosco, sicché va bene. Della ballerina swing non ho … Continua a leggere

Un settembre come ottobre

Da due giorni è un meraviglioso settembre. Forse perché è un settembre come ottobre, aria croccante la mattina e cielo terso, azzurrissimo, attraversato solo da qualche scia bianca, quasi trasparente. E finalmente; perché sembrava proprio che non uscissimo invece più da questo mese infame, col suo caldo umido a piombare sulla città, sfasciata di peso e sudore; un infernale calderone … Continua a leggere

La nebbia della baia

Il cinese con lo sguardo senza tempo ha un’anguilla nella borsa. Viva. Che sia viva non c’è dubbio, anche se non si vede. Ma viva, viva. Perché sbatte, sciaborda, sciaguatta e fa un rumore di pesce che nuota nell’acqua bassa. Dentro una grande borsa nera con le rotelle. Su un autobus verso il Golden Gate Park. Accanto a me. Io … Continua a leggere

Qui finisce il mondo

Mi sorprende lungo la strada una pioggia tropicale; ma livida e cupa, di catastrofe. Quelle piogge che dicono: qui finisce il mondo, addio. Infatti è proprio così: ecco la fine di quest’anno scolastico, di questi swing out straight e della fanciullezza della Nina, tutto d’un colpo. Sbadabàm. Un muro d’acqua che si rovescia giù e porta via quello che trova. … Continua a leggere

Solo nella memoria

È tutta finestre aperte e musica che sguscia via sotto le tende, questa città ferma nel tempo. Un posto che esiste solo nella memoria e poi più nulla, sparito, finché qualcuno un anno o un secolo dopo si ricorda che sta lì da qualche parte, e lo ritira fuori, con tutto il suo corredo di fazzoletti di seta e bastoni … Continua a leggere