Qui finisce il mondo

Mi sorprende lungo la strada una pioggia tropicale; ma livida e cupa, di catastrofe. Quelle piogge che dicono: qui finisce il mondo, addio. Infatti è proprio così: ecco la fine di quest’anno scolastico, di questi swing out straight e della fanciullezza della Nina, tutto d’un colpo. Sbadabàm. Un muro d’acqua che si rovescia giù e porta via quello che trova. … Continua a leggere

Solo nella memoria

È tutta finestre aperte e musica che sguscia via sotto le tende, questa città ferma nel tempo. Un posto che esiste solo nella memoria e poi più nulla, sparito, finché qualcuno un anno o un secolo dopo si ricorda che sta lì da qualche parte, e lo ritira fuori, con tutto il suo corredo di fazzoletti di seta e bastoni … Continua a leggere

Grandine

Benedetta sia la chianina, il tartufo nero e Sapore di sale, che mentre sono rintanata nell’angolo più remoto dell’osteria Mangiafoco mi danno la certezza assoluta che il Paradiso esiste ed è qui, ora. È una giornata di sole e grandine improvvisa a Firenze, dopo la fila in ambasciata e un Ugo Foscolo rimirato come fosse l’amore impossibile del liceo. Quello … Continua a leggere

La meraviglia dell’ombra gialloazzurra

Un enorme quadrato di ghiaccio galleggia in mezzo al negroni, fatto con un vermouth comprato all’ultimo momento dal pakistano dietro l’angolo. “E quindi cosa dobbiamo fare?”. La domanda casca sul tavolo in questo 25 aprile d’estate, a Bologna. “Quindi dobbiamo scrivere, dici?”. Così, al plurale, come se scrivere fosse un’operazione collettiva. Così, con quel sopracciglio alzato che è lo stesso … Continua a leggere

La fine dell’innocenza

Una che pesa molti chili meno di me e ha capito tutto su come funziona il mondo, la vita, il dolore e l’America, una volta ha scritto che “l’innocenza finisce quando veniamo privati dell’illusione di piacerci”. Io, invece, quand’è che abbiamo perso la nostra innocenza proprio non lo so. Uno degli amici più senza parere preziosi che ho mi dice … Continua a leggere

Ci sei nel mezzo

Un guscio improvviso di nebbia ci inghiotte. Glom. Ci risputa fuori cinque ore dopo, a notte fonda, masticati e fradici di swing. Abbiamo ballato su assi di legno lucide, sotto enormi lampadari di cristallo e aspettative forse sbilanciate rispetto al reale. Eravamo tutti in quel momento presi dentro l’illusione del ballo, degli ottoni e delle scarpe nuove: apparenze, fantasmi che … Continua a leggere

Patisco

Prima disprezzavo i tiepidi; e i trasparenti. Li avrei calpestati, potendo. Ora li guardo illanguidita e sorpresa: li stimo, vorrei essere come loro. Sgusciare dentro e fuori dalle porte e sparire: un sogno. Invece macché. La mia maledizione è che sono come mi si vede, come mi si sente: cammino a passi decisi, tagliando gli angoli di sbieco per far … Continua a leggere

Come si fa con lo sugar push

Fumi bassi si alzano dalle campagne. I rami neri degli alberi, bislunghi, si slanciano contro il celeste; e disegnano risposte, messaggi misteriosi, domande mai fatte. È tutto uno scivolare di piani e prospettive, sotto un cielo trasparente come solo a dicembre. Mi piacciono le mattine così, perché sembrano cristalli pronti a spezzarsi, che tuttavia puoi proteggere e curare. Mi piacciono … Continua a leggere

Il giorno del Ringraziamento su questo divano

Ho sempre pensato che il giorno del Ringraziamento fosse qualcosa che succedeva nei telefilm: il tacchino con dentro la testa di Monica e quello/i da graziare di CJ, le quattro cene in una sera e le foglie gialloarancio di Stars Hollow, lo schiaffo di Marshall e poi tutti in piedi per mano a casa di Dawson a dirsi grazie per. … Continua a leggere