Quella roba che ci piglia

Mesi dello struggimento: luglio e agosto, perché in America tutto ti attraversa temporaneo e quindi sa già di finito mentre accade. La nostalgia si dispiega cioè nell’attimo stesso in cui fai quello che fai e non hai scampo, mai, da te stessa. In pratica appena atterri e devi ancora superare i controlli, l’America ti manca già, in un modo idiota … Continua a leggere

Non ballerina swing

Non ho capelli da ballerina swing, né faccia. Odio portarli legati, tirarli su e anche – tantissimo – odio andare dalla parrucchiera. Così quando ballo li lascio tutti sciolti, come sempre. Giù giù giù.  Diventano poi spettinati; e sudati; e scomposti. Me ne vergogno. Ma se mi guardo allo specchio mi riconosco, sicché va bene. Della ballerina swing non ho … Continua a leggere

Un settembre come ottobre

Da due giorni è un meraviglioso settembre. Forse perché è un settembre come ottobre, aria croccante la mattina e cielo terso, azzurrissimo, attraversato solo da qualche scia bianca, quasi trasparente. E finalmente; perché sembrava proprio che non uscissimo invece più da questo mese infame, col suo caldo umido a piombare sulla città, sfasciata di peso e sudore; un infernale calderone … Continua a leggere

La nebbia della baia

Il cinese con lo sguardo senza tempo ha un’anguilla nella borsa. Viva. Che sia viva non c’è dubbio, anche se non si vede. Ma viva, viva. Perché sbatte, sciaborda, sciaguatta e fa un rumore di pesce che nuota nell’acqua bassa. Dentro una grande borsa nera con le rotelle. Su un autobus verso il Golden Gate Park. Accanto a me. Io … Continua a leggere

Qui finisce il mondo

Mi sorprende lungo la strada una pioggia tropicale; ma livida e cupa, di catastrofe. Quelle piogge che dicono: qui finisce il mondo, addio. Infatti è proprio così: ecco la fine di quest’anno scolastico, di questi swing out straight e della fanciullezza della Nina, tutto d’un colpo. Sbadabàm. Un muro d’acqua che si rovescia giù e porta via quello che trova. … Continua a leggere

Solo nella memoria

È tutta finestre aperte e musica che sguscia via sotto le tende, questa città ferma nel tempo. Un posto che esiste solo nella memoria e poi più nulla, sparito, finché qualcuno un anno o un secolo dopo si ricorda che sta lì da qualche parte, e lo ritira fuori, con tutto il suo corredo di fazzoletti di seta e bastoni … Continua a leggere

Grandine

Benedetta sia la chianina, il tartufo nero e Sapore di sale, che mentre sono rintanata nell’angolo più remoto dell’osteria Mangiafoco mi danno la certezza assoluta che il Paradiso esiste ed è qui, ora. È una giornata di sole e grandine improvvisa a Firenze, dopo la fila in ambasciata e un Ugo Foscolo rimirato come fosse l’amore impossibile del liceo. Quello … Continua a leggere

La meraviglia dell’ombra gialloazzurra

Un enorme quadrato di ghiaccio galleggia in mezzo al negroni, fatto con un vermouth comprato all’ultimo momento dal pakistano dietro l’angolo. “E quindi cosa dobbiamo fare?”. La domanda casca sul tavolo in questo 25 aprile d’estate, a Bologna. “Quindi dobbiamo scrivere, dici?”. Così, al plurale, come se scrivere fosse un’operazione collettiva. Così, con quel sopracciglio alzato che è lo stesso … Continua a leggere

La fine dell’innocenza

Una che pesa molti chili meno di me e ha capito tutto su come funziona il mondo, la vita, il dolore e l’America, una volta ha scritto che “l’innocenza finisce quando veniamo privati dell’illusione di piacerci”. Io, invece, quand’è che abbiamo perso la nostra innocenza proprio non lo so. Uno degli amici più senza parere preziosi che ho mi dice … Continua a leggere

Ci sei nel mezzo

Un guscio improvviso di nebbia ci inghiotte. Glom. Ci risputa fuori cinque ore dopo, a notte fonda, masticati e fradici di swing. Abbiamo ballato su assi di legno lucide, sotto enormi lampadari di cristallo e aspettative forse sbilanciate rispetto al reale. Eravamo tutti in quel momento presi dentro l’illusione del ballo, degli ottoni e delle scarpe nuove: apparenze, fantasmi che … Continua a leggere